A mio padre

L'anzianità a ed il rapporto genitori-figli.

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Se ti dovessi parlare di mio padre non avrei parole, quando vedo uomini per strada gobbuti penso sempre che siano lui.

Mio padre lo vedo vecchio, invecchiato di botto, sempre più bianco e pignolo.

Quand’è che è accaduto il passaggio di mezzo? Il momento in cui un uomo, un giovane uomo, diventa un anziano scorbutico. Se dovessi pensarlo potrei dirti poco e niente su mio padre. Conosco i suoi orari, il suo canale preferito, la sua impazienza. Ma non saprei dirti cosa prova, se è triste, felice, se questa vita gli piace, se mamma ancora lo rende felice. Li guardo e capisco di essere cresciuta in un amore sfiorito, consumato ma bilanciato perché mamma parla tantissimo. Parla per due.

Ma a cosa servono le parole.

Sua figlia è maggiorenne e suo figlio quasi laureando. Dovrebbero essere sazi pensa papà. Ma io vorrei dei consigli, racconti che faranno di me una persona più colta o migliore, vorrei sapere dei tuoi attimi senza fiato quando avevi la mia età o semplicemente vorrei abbracciarti, vorrei dirti che quando vedo le mie amiche che scherzano coi loro padri vorrei esserci anch’io al loro posto.

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