Abolizione del valore legale della laurea: cosa rischiano i laureati

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La abolizione del valore legale della laurea torna in auge. La discussione era partita già una decina di anni fa, quando al governo c’era il centrodestra e Ministro dell’istruzione era Mariastella Gelmini. La stessa della gaffe del tunnel tra il Cern e il Gran Sasso e la stessa che ha ridotto non poco i fondi per la scuola pubblica. E che oggi fa da portavoce a Forza Italia insieme alla Bernini. Poi se ne continuò a parlare con l’arrivo del governo “dei professori”. Ma non se ne fece più nulla.

L’argomento è un tabù e ogni volta che viene tirato fuori solleva un polverone. Ma cos’è il valore legale della laurea? In pratica, si tratta della certificazione per legge che ogni laurea, conseguita in ciascuna delle università in tutta Italia, abbia lo stesso valore e lo stesso peso nei concorsi pubblici.

Abolire il valore legale della Laurea, quindi, favorirebbe a detta dei suoi sostenitori, la concorrenza tra Università, incentivando il merito e contrastando sprechi e baronato. Di contro, chi si oppone alla abolizione del valore legale della laurea ritiene che ciò aumenterebbe le disparità tra atenei, sia qualitative sia economiche.

Ma cosa rischiano i laureati nel caso in cui il valore legale della laurea venisse soppresso?

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