Addio Tommy … il mio amico a quattro zampe

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Addio Tommy. Il mio amico Tommy, un 4 zampe Europeo, un gatto molto bello ed elegante.

Ricordo di averlo conosciuto nel giugno del 2011, e in pratica venne ad abitare a casa mia, anche se non ero convinto, ma già dai primi giorni mi resi conto che non dava fastidio e neanche la femminuccia Diddie venuta anche lei nella mia dimora assieme a Tommy.

Tommy a differenza di Diddie è stata diffidente nei miei confronti per molti mesi, invece Tommy dopo tre giorni circa una sera mentre ero seduto sul divano mi saltò sulle gambe e inizio a farmi i massaggini sulle gambe, come se facesse il vino.

La cosa strana e che mentre mi massaggiava con le zampine strofinava la sua testolina sul mio torace, proprio all’altezza di dove avevo subito un delicato intervento che mi salvò la vita, come se lui capisse che li avevo avuto il grande male, che tra le cose anche se è andato tutto a buon fine in quel periodo ero ancora nei tempi in osservazione come da protocollo medico.

Questa sua pratica andò avanti per almeno un mese, forse due, quando mi sedevo sul divano o al PC, mi saltava sulle gambe e oltre i massaggini la sua testolina era sempre sul mio torace, questa cosa mi incuriosiva, chi sa forse è solo il caso, forse voleva confortarmi per la grande sofferenza avuta, forse  a modo suo voleva tranquillizzarmi, che era tutto passato e che non avrei più avuto problemi, chi lo sa.

Sta di fatto che cessato questo momento, chiamiamolo di conforto, Tommy continuò ad avere un legame particolare nei miei riguardi.

Certo voleva bene a tutta la famiglia che lo aveva accolto da piccolino quando io non avevo la loro conoscenza. Voleva le coccole da tutti e non smise di avere affetto da chi lo aveva adottato, ma chi sa cosa nella sua testolina vide in me, un nuovo umano sconosciuto in una nuova casa da farselo amico, anche io mi affezionai a Tommy.

Come non potevo affezionarmi a quel gatto che quando arrivavo la notte dal turno mentre tutti dormivano, lui da fuori veniva in casa, oppure lo trovavo sulla finestra, e se si trovava in casa mentre entravo sentivo i suoi passi che scendevano dalla scala di legno.

Qualcuno direbbe il solito egoismo felino, ma non credo.

Voleva le carezze e una manciata di croccantini, ed era la seconda cosa che facevo dopo le carezze, come posso non ricordare che mentre ero seduto a prendere qualcosa da bere prima di andare a letto, sentivo nel silenzio della casa avvolta dalla notte il rumore dei suo dentini che spezzavano i croccantini, no non era egoismo felino voleva la mia compagnia, infatti appena mi alzavo mi seguiva e controllava se andavo al computer per un poco, ed ecco pronto a balzarmi sulle gambe.

Il problema che Tommy  non riusciva a stare fermo, si girava e si rigirava sulle gambe e stava sempre rivolto dalla parte destra, e dovevo accarezzarlo tipo catena di montaggio, in pratica non mi dovevo fermare, e se mi fermavo allungava la zampina sul braccio che usavo il mouse e cercava di tirami giù la mano. Lo facevo contento, tanto la sera quando arrivavo molto tardi controllavo solo i messaggi aspettavo di prendere sonno e lo lasciavo fare.

Quando dovevo lavorare dopo un po lo prendevo e lo posizionavo su una sedia e lui si arrabbiava e se ne andava.

Anche la sera precedente alla sua scomparsa venne in braccio sulle gambe a farsi accarezzare, quella sera ero in festa e dopo cena mi misi a fare del lavoro al PC, e Tommy venne a mettersi seduto sulle mie gambe e stranamente  poggiò la testolina sul mio petto come fece nel lontano 2011, allora lo strinsi a me e lo accarezzai e non me la sentii di farlo smammare, dopo un po’ si quieto sulle mie gambe facendomi lavorare, fu l’ultima sera che vidi Tommy, l’indomani mattina il vagabondo grazie al tempo favorevole se la passò fuori e venne di tanto in tanto a mangiare per poi scappare come i bimbi che stanno a casa il tempo sufficiente per boccone e poi subito fuori a giocare.

Mentre ero a pranzo lo vidi sulla finestra, poi non lo vidi e sentii più.

Il pomeriggio inizio a camminare e verso le 17.30/18.00 senti una signora che gridava piangendo dicendo poverino, poverino, io  stavo lavorando in ufficio e non capivo cosa fosse successo, ad certo punto senti suonare il campanello allora mi precipitai giù e vidi la signora che avevo sentito gridare vicino la mia vettura davanti casa, che mi diceva guardi forse e la femminuccia, allora arrivai e vidi il povero Tommy vicino la mia vettura che sussultava, feci giusto in tempo a prenderlo in braccio per vederlo spirare.

Non sapevo davvero che fare, mi balenò l’idea di farlo sparire per non farlo vedere a mia moglie e figlia, ma mentre pensavo ad una decisione arrivo mia moglie dalle compere e vedendomi da lontano e senza vedere altro comprese che era successo qualcosa di spiacevole. Di conseguenza  sentendo il trambusto scese anche nostra figlia, ed ecco che fu una tragedia di pianti per il piccolo Tommy.

Povero Tommy dopo 13 anni forse i suoi riflessi si erano appassiti ed è stato preso da una vettura in partenza o di passaggio, l’autista forse e stato inconsapevole no,  non so! E preferisco non saperlo, meglio così.

Tommy, piccolo Tommy,  sono rimasto incredulo vederlo immobile, di istinto cercai di alzargli la testa, ma ricadeva, come ricadevano le sue zampine quando le alzavo. Nulla da fare non era più in vita, anche se sentivo il calore del suo corpicino. Guardavo il suo faccino immobile e mi sembrava strano che non si muovesse, il mio amico Tommy ci ha lasciato, sicuramente non avrebbe voluto lasciare la sua casa e i suoi componenti, ma il destino è stato così, ha finito la sua vita in modo stupido, come tutte le morti.

Ora che è successo questa cosa mi rendo conto come ci si può affezionare ad un Gatto, ho guardato e riguardato il suo faccino immobile, ancora con le orecchie tese nella speranza di essermi sbagliato. Ed invece non mi sbagliavo, lo sentivo ancora caldo l’ho riportai a casa, era bagnato l’ho ripulii, sentivo sempre il suo corpo caldo, e mi dicevo muoviti, dai muoviti, dammi un segno che facciamo in tempo a salvarti, niente non si muoveva.

Non rimaneva altro che deporlo su una copertina, e mia moglie prese un lenzuolo di nostra figlia  in in tela pesante con dei bordi rossi e dei fiori e lo deposi sul lenzuolo, che  tra le cose il rosso  era il suo colore preferito, si  quando vedeva una copertina rossa era la sua, ed intoccabile per gli altri felini.

Era li sulla scrivania sul lenzuolo, non lo avevo ancora avvolto, era li posato sul lenzuolo candido con i bordi rossi, lo guardavo seduto immobile, aspettavo nonostante tutto che si muovesse, ma Tommy non voleva muoversi, non mi decidevo di avvolgerlo, nonostante fosse passato qualche ora lo sentivo sempre caldo, forse era la mia impressione.

Poi verso sera venne un amico che aveva un terreno che si offrì di farcelo seppellire, non ero ancora deciso e gli chiesi se per caso sentiva il cuore, non mi diede la risposta immediata, fu sensibile e provò  sentire il cuore ma sbatte la testa, avendo capito che ero incredulo mi fece osservare le sue pupille  per farmi capire che non si poteva fare nulla ormai che seppellirlo.

E cosi il mio grande amico Tommy non c’è più, rimane solo un vuoto e un grande ricordo.

Un gatto per amico, per tanti può essere una cosa stupida, ma io non mi sento stupido e so di aver perso un amico, il mio amico a 4 zampe.

A Tommy. 2006 / 22 giugno 2019

Nico Colani

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright