Al GallinaRock anche Mariangela Calabrese

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Continua il nostro viaggio alla scoperta degli artisti e delle artiste che hanno portato colore al contest tra i più famosi di Italia.

Al GallinaRock anche Mariangela Calabrese.

In un gazebo nell’area nord c’è un’ artista con un curriculum intenso: Mariangela Calabrese. La sua è stata una formazione tutta artistica, dall’istituto d’arte a Roma all’Accademia di Belle Arti a Frosinone. Completano il suo percorso una laurea in Arti visive e dello Spettacolo ed abilitazioni varie per l’insegnamento artistico.

Attualmente è docente presso il liceo artistico Bragaglia di Frosinone. Dal 1980 si dedica prevalentemente alla ricerca pittorica attraverso riflessioni e rielaborazioni di concetti della tradizione dell’arte e della letteratura, partendo dal Simbolismo all’ Informale, da Virgilio a Dante. Da tempo si interessa di arte pubblica relazionale, coinvolgendo lo spettatore. Ogni sua esposizione diventa un’installazione particolare. Potete notare, infatti, come sono stati disposti i lavori nel gazebo, per permettere al visitatore di entrare in stretta relazione con l’opera. Nella foto con lei il noto critico d’ arte Rocco Zani, il figlio del grande artista Vittorio Miele. Lo Zani ama definirsi un cronista dell’arte, un narratore, è tra le voci autorevoli che ha narrato anche l’opera della Calabrese.

Mariangela Calabrese è un’artista sempre in movimento.

Oggi inaugura una mostra a Benevento, ieri a Torino, domani a Catania. Ha una valigia sempre pronta per partire per una sua mostra, conciliando il tutto con l’insegnamento, a cui dedica tempo, ma soprattutto passione, rendendo i suoi studenti protagonisti, vincendo premi con loro. La sua giornata sarà di 48 ore, perché cura pure l’arte del suo giardino. Il suo laboratorio artistico è in un eremo solitario nelle campagne di Alatri. Una voce impegnata anche nella denuncia della violenza sulle donne. La Mariangela è l’artista dell’eleganza, eleganti sono le sue opere, elegante è il suo look, anche quando con le sue opere si arrampica per i sentieri del fiume Cosa non la incontrerai mai con una “banale tuta”.