Alla riscoperta della poetessa Nadia Campana

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Nadia Campana una altra voce della poesia, un’altra donna da riscoprire, che ha lasciato un segno particolare nel suo breve viaggio. La fonte più autorevole per ricostruire il suo percorso è certamente Gabriella Sica, che in rete ha pubblicato delle foto inedite e dei suoi ricordi.

Nata a Cesena l’11 ottobre del 1954 sotto il segno della Bilancia, che è un oscillante equilibrio, mette in risalto la Sica.

Vissuta in campagna, porterà con se il piacere di osservare la natura. In una lettera a Maria Pia Quintavalle si presenta non credetemi una donna moderna o una diva, si firmava Nadia e non Nadiella, il suo vero nome al Comune.e in famiglia.

Era bella, era andata a vivere a Milano da sola vicino all’università.

Una tesi su Antonio Porta, poi si era avvicinata ai poeti della Rivista Neibo, in particolare a Milo De Angelis, cercava pero dei legami femminili, una sorellanza, amava quindi la Dickinson, il suo modo di scrivere, tanto da tradurla.

Amava Antonia Pozzi, la giovane poetessa trovata morta a Milano.

Anche Nadia viene trovata morta alla periferia di Milano in un incrocio di tangenziali, la mattina del 6 giugno 1985 a 35 anni sfinita dal correre, dalla sua stessa invocazione, sarà proprio Milo De ANGELIS a raccogliere le sue ultime poesie « VERSO LA MENTE ». Pochi mesi prima del suicidio aveva raccolto una cinquantina di poesie con presagi di morte, del suo male di vivere. Emerge una scrittura rivoluzionaria, le sue poesie non hanno titolo, scritte interamente con la maiuscola, senza punti finali Una carne della donna maltrattata e svuotata sentimentalmente, la morte è una sorella che ci conduce in universi, annebbiando i ricordi.

Una poetessa tutta da riscoprire, particolare nella scrittura, nel modo in cui narra la sua sofferenza di donna.

Una donna attraversata dal 68 e dal 77. Una donna che si porta dentro la sofferenza per la morte del padre. Una poetessa affiancata spesso alla Pozzi per le analogie. In rete circolano piccoli frammenti, ogni tanto qualche citazione in qualche tesi di laurea che affronta il tema della poesia degli anni settanta ottanta. Nonostante il suo male di vivere non conduceva una vita solitaria, frequentava i circoli artistici, gli incontri, collaborava con le case editrici soprattutto come traduttrice. In rete ci sono diversi video, che danno voce alle sue poesie, è possibile anche rintracciare sue notizie in qualche blog

« Non voglio impazzire per la porpora d’amore, ma bruciare col vento in cielo e impazzire come vento in cielo … ho fatto un grande sogno … i chiodi come coltelli di gelosia ».