Ma l’amaro fa veramente digerire?

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Un’abitudine tutta italiana quella di spararsi uno o più amari a fine pasto.

Se ci tenete alla bellezza e al benessere dovete leggere questo articolo. Avete mangiato come se fosse Natale e bevuto come dopo un addio al celibato ma senza alzarvi un secondo dalla sedia? La pancia è piena e comincia a brontolare? Non riuscite a respirare? Arriva finalmente il caffè, ma cosa c’è di meglio per digerire?

L’ammazzacaffè, o amaro chiamato anche digestivo.

Fa parte della tradizione italiana a tal punto che quasi ogni comune produce il proprio amaro locale ognuno con diverse erbe aromatiche o spezie. Ormai da anni, inoltre, i “brand” proprietari dei più conosciuti amari investono milioni di euro in pubblicità per accaparrarsi quote di mercato. Molti di questi slogan fanno parte della nostra vita. Ne citiamo solo alcuni:

  • Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano.
  • Amaro Montenegro. Sapore Vero.
  • Amaro Averna, il gusto pieno della vita.

Ora però arriva la brutta notizia. L’amaro non fa digerire, è solo un illusione di noi alcolizzati di fine pasto. Infatti il gusto amaro delle erbe contenute negli amari stimola le papille gustative e aumenta la secrezione di saliva e di succhi gastrici.

Contemporaneamente, però, l’alta gradazione alcolica (quasi tutti gli amari hanno più di 30-35°) irrita le pareti dello stomaco causando il rallentamento della digestione.

Quindi quello che dovrebbe ammazzare il caffè invece è un serial killer per il nostro stomaco. Calcolando quante volte lo beviamo, infatti, è proprio un abitudine “seriale”.

Ammazzacaffe

In realtà sarebbero proprio gli alcolici a gradazione più bassa che aiuterebbero la digestione. Proprio come uno dei pochi amari venduti in farmacia, ovvero l’Amaro Medicinale Giuliani, che ha solo il 7% di gradazione alcolica (estratti di rabarbaro, genziana ed altre erbe).

Oltre a non far digerire, e qui arriva la beffa, l’amato digestivo fa ingrassare.

Un bicchiere da 30 ml contiene infatti 55 calorie: 5 calorie sono contenute negli zuccheri appositamente aggiunti per ridurre il gusto amaro delle erbe, le altre 50 derivano dall’alcol.

Dopo questa notizia “amara” possiamo continuare a berci l’ammazza-caffè” dopo pasto, perché, lo sappiamo, non smetteremo mai, almeno noi di BombaGiù. Ma possiamo almeno finirla di ordinarlo al ristorante fingendo che dobbiamo digerire. E non fidatevi delle etichette poste su alcuni amari che pubblicizzano le proprietà digestive di alcune erbe. Proprietà che, come detto, sono completamente uccise dall’elevata gradazione alcolica.