Amore, erotismo e sadomasochismo nei fumetti di Enrico Teodorani

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Sesso e amore sono realtà distinte, che vengono da abissi infiniti di diversissima natura. Uno viene dai più antichi recessi dell’anima animale dell’uomo, che come un varano sente a tratti il bisogno di ferire la propria compagna durante l’atto sessuale. L’altro arriva dai cieli più puri e angelici ed è una forza che mal tollera quel buio sotterraneo.

Tuttavia, l’immaginario erotico non è addomesticabile. Perché se si cerca di edulcorarlo, di togliergli quell’allure di reciproca prevaricazione che sconfina a volte in un abuso più o meno marcato dell’altro, diviene altro da sé.

I fumetti di Enrico Teodorani attingono al filone dell’erotismo, un erotismo reso ancor più estremo dalle sue forti tinteggiature orrorifiche. Le sue storie, dunque, ruotano in gran parte attorno alla prevaricazione. Come in tanti racconti dell’orrore, il/la protagonista è una vittima designata e non ha alcuna importanza che essa sia meritevole o meno dell’angosce che sta per provare e della terribile punizione che alla fine quasi sempre gli sarà comminata.

La differenza forse tra erotismo, più o meno raffinato, e sadomaso sta solo probabilmente nel grado di intensità a cui il gioco si spinge. Ma Teodorani difficilmente supera quella soglia, preferendo costruire piccole storie ove ci si reca ai confini del dolore, ma si lascia poi al lettore la decisione di quanto esso poi si scatenerà o meno.

Infine, ogni tanto, l’altro reame fa capolino, perché anche se Enrico Teodorani spesso conferisce alla propria compagna (Francesca Paolucci) lo scomodo ruolo di vittima delle sue storie, l’ama in modo profondo che nessun potrebbe minimamente mettere in dubbio, sicché alle volte, in qualità di dominatore, o di licantropo, la salva.