Angeli – Medici sensibili. Chi è affetto da epilessia deve eseguire i controlli del sangue per controllare il dosaggio del farmaco nel sangue.

Chi cambia continuamente i farmaci e questo nel caso di epilessie farmaco-resistenti, a maggior ragione deve sottoporsi ai prelievi. Secondo il farmaco assunto si deve controllare la funzionalità renale, epatica ecc.

Per tanti bambini detti prelievi sono un disastro, ogni puntura una piccola tragedia.

Per mia figlia per tanto tempo sono stati un’angoscia.

A causa del dosaggio di certi farmaci eravamo obbligati ad andare in ospedale (per via dei Kit) e per altri nel laboratorio d’analisi vicino a casa nostra. Pianti disperati che cercavo di calmare con doni da scartare “solo” dopo il prelievo.

Fortunatamente dopo tanti prelievi che duravano un’eternità per via dell’opposizione della bambina, lei si calmò perché intervenne il suo angelo custode del laboratorio: Claudio.

Questo dottore riuscì a convincerla a fare il prelievo senza piangere e, per noi familiari ha rappresentato un grandissimo risultato. Arrivati al laboratorio, il prelievo doveva essere fatto solo da lui, divenne talmente coraggiosa che venivo invitata a non entrare perché tanto c’era Claudio con lei.

“Piangono solo i bambini piccoli, è una vergogna se io dovessi piangere”, mi diceva mentre orgogliosa si teneva il cotone che tamponava il punto del prelievo.

Una grande cosa l’avevamo ottenuta perché è traumatico per un genitore sentire strillare per la paura il proprio figlio e non riuscire a calmarlo. Respiravo di sollievo appena finiva tutto e pensavo ai successivi prelievi.

Persone e medici sensibili come Claudio ci aiutano nel nostro percorso.

Spesso negli anni passati ho dovuto sopportare bellimbusti maleducati che si scocciavano sentendo piangere la bimba e, mi esortavano a tenerla ferma perché, stavano lavorando e la fila fuori dalla porta cresceva.

Io penso che il personale sanitario “tutto” ma soprattutto quello a contatto con i pazienti, debba avere oltre alla laurea o specializzazione specifica, una preparazione “umana” fatta di tatto e di sensibilità. Pensare che quel paziente potrebbe essere un loro figlio e dunque rapportarsi con lui nel modo più delicato possibile.

Una “scuola di umanità” non esiste, ma deve essere innata in persone che svolgono questi lavori.

Claudio, l’amico di Martina (così l’ha sempre definito), ha questa sensibilità che le fatto superare la paura.

Grazie a tutti i Claudio che esistono!


Angeli – Medici sensibili

Racconto di Marinella Melis