Babbo Natale in Blue Jeans (a “Zampa”) e la befana in tuta…

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BABBO NATALE IN BLUE JEANS (A “ZAMPA”)

E LA BEFANA IN TUTA DA GINNASTICA (ROSA “SHOCKING”)

(FIABA DI NATALE ALTERNATIVA…)

Un giorno la Befana decise di consegnare i regali in macchina.

La notte prima, aveva sognato di essere un meccanico e “chissà perché”, le era venuta questa strana idea. Telefonò a Babbo Natale e poiché erano molto amici, pensò che il suo parere sarebbe stato importante. Ma anche lui “non scherzava” e, “alla faccia” del sogno della Befana, era stato ad un party, quindi il consiglio, fu deleterio. Quell’anno, al posto delle renne, il simpatico “cicciottoso” volle mettere il motore (truccato) alla slitta; era stufo della “solita solfa” e, cercando qualcosa di alternativo, sposò l’idea dell’amica e la invitò a fare il giro con lui. La Befana accettò, ma le date purtroppo non combaciavano, così, non potendo anticipare l’una o posticipare l’altro, decisero di concordarne una nuova e, pensando di fare una sorpresa all’umanità, consegnarono i doni la notte di Capodanno.

Per prima cosa bisognava avvisare i folletti e, mentre Babbo Natale si recava alla fabbrica per informarli, ne beccò qualcuno a “trastullare” dalla finestra… “Allora!” disse loro urlandolo così forte, da provocare quasi una valanga… “Ma va a ciapà i ratt…”, replicò sotto i baffi (li aveva) il folletto “scotch”, addetto alla chiusura dei pacchi. Ma fortunatamente, “il Babbo” (che era un po’ sordo), non lo sentì.

Nel frattempo la Befana, dopo aver avvisato anch’ella le sue aiutanti, portò a spasso la sua oca da guardia e, mentre facevano “un giro”, scorse Babbo Natale all’inseguimento delle sue galline; il folletto Coccodè, aveva lasciato il pollaio aperto e, in un batter d’occhio, erano uscite tutte!

Senza neanche pensarci, la “donna” (o quello che era) per aiutare l’amico, si lanciò all’inseguimento anche lei, ma fatalità, inciampò proprio in una di quelle pennute e si rotolò. Furiosa e tutta impiastrata, si rialzò subito e Babbo Natale, per consolarla, le propose una cena. Le galline rientrarono e loro andarono al ristorante ”La pancia piena” (dove in realtà, si mangiava poco); ordinarono la specialità del posto ovvero “un po’ di niente senza pane”, ma uscirono di lì con la pancia vuota.

Intanto sulla Terra, la consegna dei regali era “saltata” e il 25 Dicembre, tutti pensavano che Babbo Natale, si fosse addormentato… Così, attesero speranzosi l’arrivo della Befana.

Ma i beniamini dei bambini, non li avrebbero mai traditi, quindi, avvicinandosi “quel giorno” a grandi passi, si studiarono ancora qualcosa, per stupire l’umanità. Prima di tutto, Babbo Natale ordinò ai folletti (specializzati in tecnologia ed informatica), di costruire ed installare sulla slitta, delle potenti casse acustiche amplificate, mentre la Befana, chiese gentilmente alle sue aiutanti (specializzate in arte pittorica), di dare a questa, un “tocco” di vivacità e dipingerla con colori ASSOLUTAMENTE psichedelici. Ma non fu tutto; Babbo Natale decise di consegnare i regali in blue jeans (stile anni 70) e la Befana in tuta da ginnastica (rosa “shocking”), quindi “decollarono”.

Accesero il motore e le fiamme generate da quella partenza così scenografica, furono visibili anche sulla Terra, mentre il rombo del motore truccato, provocò un boato che fece vibrare tutta la slitta. Per non offenderlo, si portarono dietro anche Rudolph e la Befana, per “par condicio”, la scopa elettrica.

Iniziò quel folle viaggio e loro, oltre a combattere con i botti di Capodanno, pensarono di aumentare la velocità della slitta; poi, accesero “a manetta” lo “slittaradio” (costruito appositamente dai folletti per loro), dopodiché, iniziarono a fare le piroette nell’aria, come perfetti circensi. Si divertivano un mondo e, quei volteggi nell’aria, fecero sì che perdessero i sacchi “per strada” (ma non se ne accorsero nemmeno). Nella fretta li avevano lasciati aperti, ma fortunatamente, anche se li persero, i bambini ricevettero lo stesso i loro doni… Infatti, anche se non capivano il perché, quell’anno i regali piovvero dal cielo a Capodanno.

I colori psichedelici della slitta, la facevano sembrare un fuoco d’artificio e le casse stereofoniche, una discoteca volante. Fortunatamente Rudolph, li richiamò all’ordine, ma la scopa elettrica, non resse a tale vergogna e si buttò dalla slitta. Per buona sorte però, centrò in pieno un camino e finì da una massaia che ne aveva bisogno.

Ma la benzina finì, i due riuscirono a planare sul tetto di una casa e Babbo Natale, per “deformazione professionale” si infilò in un camino, dove si incastrò (era ingrassato). Così la Befana, cercò di aiutarlo ancora una volta e, scesa giù in strada a cercare soccorso, fu risucchiata da un gruppo yoga, che, per l’arrivo del nuovo anno, aveva deciso di fare ginnastica… ma riuscì a fuggire.

I pompieri salvarono “quell’uomo” in blue jeans e nessuno, al contrario di quanto avrebbero pensato, li aveva riconosciuti.

Rudolph aveva portato in salvo la slitta e loro, capirono che forse, non era stata proprio una buona idea, quindi, una volta da soli, Babbo Natale disse alla Befana: “… Forse è meglio che ognuno di noi, si riprenda il proprio giorno, non è vero cara amica?”. “Già… I bambini ci amano per come siamo e per i giorni che rappresentiamo… Non dobbiamo deluderli cambiando le tradizioni in cui credono!“ rispose lei e continuò: “ IO sono la Befana e TU sei Babbo Natale… E CHE BEFANA E BABBO NATALE “SIANO”!”.

Detto questo, salirono sulla slitta trainata da Rudolph (come “ai vecchi” tempi) e rientrati nelle loro reciproche realtà (compresi i vestiti), dopo quell’esperienza, continuarono a rendere felici i bambini di tutto il mondo.