Ballata i’ voi che tu ritrovi Amore – Dante Alighieri

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Ballata i’ voi che tu ritrovi Amore,
e con lui vade a madonna davante,
sì che la scusa mia, la qual tu cante,
ragioni poi con lei lo mio segnore.
Tu vai, ballata, sì cortesemente,
che sanza compagnia
dovresti avere in tutte parti ardire;
ma se tu vuoli andar sicuramente,
retrova l’Amor pria,
ché forse non è bon sanza lui gire;
però che quella che ti dee audire,
sì com’io credo, è ver di me adirata:
se tu di lui non fossi accompagnata,
leggeramente ti faria disnore.
Con dolze sono, quando seʼ con lui,
comincia este parole,
appresso che averai chesta pietate:
“Madonna, quelli che mi manda a vui,
quando vi piaccia, vole,
sed elli ha scusa, che la mʼindendiate.
Amore è qui, che per vostra bieltate
lo face, come vol, vista cangiare:
dunque perché li fece altra guardare
pensatel voi, da che non mutò ʼl core”.
Dille: “Madonna, lo suo core è stato
con sì fermata fede,
che ʼn voi servir lʼha ʼmpronto onne pensero:
tosto fu vostro, e mai non sʼè smagato”.
Sed ella non ti crede,
dì che domandi Amor, che sa lo vero:
ed a la fine falle umil preghero,
lo perdonare se le fosse a noia,
che mi comandi per messo chʼeo moia,
e vedrassi ubidir ben servidore.
E dì a colui chʼè dʼogni pietà chiave,
avante che sdonnei,
che le saprà contar mia ragion bona:
“Per grazia de la mia nota soave
reman tu qui con lei,
e del tuo servo ciò che vuoi ragiona;
e sʼella per tuo prego li perdona,
fa che li annunzi un bel sembiante pace”.
Gentil ballata mia, quando ti piace,
movi in quel punto che nʼaggie onore.

“Questa ballata”, puntualizza Dante (Vita Nuova, XII), “in tre parti si divide: ne la prima dico a lei ovʼella vada, e confortola però che vada più sicura, e dico ne la cui compagnia si metta, se vuole sicuramente andare e sanza pericolo alcuno; ne la seconda dico quello che lei si pertiene di fare intendere; ne la terza la licenzio del gire quando vuole, raccomandando lo suo movimento ne le braccia de la fortuna. La seconda parte comincia quivi: Con dolze sono; la terza quivi: Gentil ballata”.

Egli concluderà dicendo: “Potrebbe già lʼuomo opporre contra me e dicere che non sapesse a cui fosse lo mio parlare in seconda persona, però che la ballata non è altro che queste parole ched io parlo: e però dico che questo dubbio io lo intendo solvere e dichiarare in questo libello ancora in parte più dubbiosa; e allora intenda qui chi qui dubita, o chi qui volesse opporre in questo modo”.