Camminando con Fellini a via Margutta

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Camminando con Fellini a Via Margutta in attesa di incontrare nuovamente donna Pietra per narrare la Lai e la loro amicizia. Continuo a camminare per via Margutta, un tratto di strada breve, ma intenso.

Il tempo è sempre quello che stiamo vivendo, quel tempo che ormai dentro di me è “slabbrato”. Mascherine d’artista coprono il mio sorriso, ordinanze, decreti che vanno e vengono. La Cultura è stata nuovamente chiusa in tutte le sue espressioni dal cinema al teatro, dal museo alla mostra. Roma è» gialla» in questa nuova cartina. «Era Covid» con il giallo. Con prudenza puoi ancora camminare e stupirti della storia che ha attraversato via Margutta. Al numero 110 abitò Fellini con sua moglie: La Masina. Roma per Fellini è stata la sua seconda patria è la location di diversi film.

Tempo slabbrato a piedi in una Roma, che più che ad annunciare un’aria prenatalizia si prepara al “confinamento“. Non resta che camminare e provare a vivere gli scenari di Fellini.

Pronto? Pronta? La dolce vita, la bellezza barocca della Fontana di Trevi: la tentazione è immergersi per emulare lei La Anita (in un prossimo viaggio ti svelerò alcune chicche su quel bagno). Fantasia a mille, mi sento inseguita dai paparazzi in via Veneto nei prestigiosi caffè. Serve a mitigare l’ansia, che alle 18 arriva con il coprifuoco, la chiusura dei locali.

La mia amica Denise in questi giorni sul suo facebook ha scritto un racconto fotografico. Ha narrato con immagini come sia già deserta Roma al tramonto, come ci siamo già chiusi dentro prima del decreto. La dolce vita un elicottero trasporta una statua del Cristo, sorvolando il Parco degli Acquedotti, la chiesa di San Giovanni Bosco e arriviamo a San Pietro, gremita di fedeli. Tuffati in questa folla, che non conosceva la paura dell’assembramento. Stazione Termini set cinematografico di cinque film: “Lo sceicco bianco”, “i vitelloni”, “Roma”, “le notti di Cabiria” e “Ginger e Fred”. L’Eur fa da location per «le tentazioni del dottor Antonio”.

Non resta che vagabondare a spasso con Fellini.

Ovviamente i luoghi attraversati dalle pellicole di Fellini sono tanti. Anche “il Colosseo”. Seduti sul divano di casa con il telecomando si può passare da un film all’altro e scrivere la geografia dei luoghi felliniani. La targa in via Margutta narra anche di quell’amore. Senti sospirare il Fellini mentre spiega come mai proprio la Masina lo fece «prigioniero”, perché solo lei lo faceva ridere in quel modo. Un amore nato dentro un copione radiofonico, scritto da lui e interpretato da lei. La coppia più unita del cinema italiano si raccontò una sera tra i tavolini del caffè Canova. Pallina a vent’anni: così nasce la Masina.

Il film CICCO E PALLINA non sarà mai girato, ma pochi mesi dopo si sposarono e scrivessero un film chiamato Amore.

Un matrimonio veloce, con pochi invitati, in regola oggi con il protocollo Covid. La luna di miele a teatro con Sordi, che fece gli auguri alla coppia dal palcoscenico. Una tragedia, la morte del figlio a pochi giorni dalla nascita. Scende per un po’il sipario su Giulietta per tornare nel ruolo di Gelsomina, venduta all’artista di strada Zampanò per un fiasco di vino e un cartoccio di mortadella. Un film apprezzato all’estero, ma non in Italia. 50anni di matrimonio chiacchierato, voci di tradimenti e scappatelle di lui, ma anche di lei. Di certo è l’epilogo. Fellini e la Masina morirono a pochi mesi di distanza, lui stroncato da un ictus e lei stroncata da un tumore. Ad organizzare il funerale fu lei, la camera ardente negli studi di Cinecittà.

Lei per il suo ultimo viaggio scelse il vestito indossato quando il marito vinse l’Oscar alla carriera. Tempo slabbrato camminando con Fellini