Conversazioni con Donna Pietra a Via Margutta

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Donna Pietra è una vulcanica insegnante di lettere. E’ lombarda ma da molti anni vive a Roma, in una delle vie più belle della città, via Margutta, nonché in uno dei condomini più interessanti per le storie e i personaggi che lì hanno vissuto.
Donna Pietra, molti la chiamano Piera perché più semplice da memorizzare, ma lei preferisce il suo nome in quanto la pietra, come il marmo, si può lavorare e scolpire.
La sua vita è un omaggio all’arte, circondata da sempre da artisti.

Le conversazioni con Donna Pietra usciranno a puntate poiché, come un fiume in piena, ha tante cose da raccontare.

La incontro in un sabato di questo tempo “slabbrato” che con le mascherine nasconde sorrisi e labbra. Donna Pietra è stata amica di una delle artiste più emblematiche del Novecento, Maria Lai. In questa prima avventura culturale erano presenti il mio amico Pino e Claudia, una musicista figlia di un artista. Anche lei ha tante cose da narrare e prima o poi sarà lei la protagonista. La presenza di Claudia in questo incontro è fondamentale. Io di solito sono ‘social’ ma entrando nel regno di Pietra sono diventata dislessica, quasi catatonica, affascinata e stordita da una casa che trasuda arte anche nelle tazzine del tè. Ogni oggetto ha la sua storia artistica ed affettiva, ogni oggetto ha il suo perché.

Anche la libreria ha un suo ruolo, i libri spuntano poi sul tavolo e quelli dedicati alla Lai li troviamo aperti per condurci alle tematiche che lei voleva spiegare.

Claudia ha condotto all’ inizio questa mia intervista a Donna Pietra perché io, lo dicevamo prima, ero affascinata dalla donna e dal luogo e non riuscivo a comunicare; silenziosa ascoltavo e le parole che sentivo e pensavo prendevano forma nel mio blocco note.

Mi sono rivista la bambina timida, quella che scriveva per parlare.
Poi una magia, Donna Pietra è riuscita a prendere per mano le mie parole, quelle che rimanevano strozzate in gola; avrà messo in campo quella esperienza della comunicazione che per anni ha usato da docente e ha permesso la realizzazione di uno degli incontri più significativi della mia vita. Tornerò da Donna Pietra per scoprire altre cose.

E noi torniamo all’incipit, Via Margutta.

Molti pensano che sia la contrazione volgare di Maris gutia, cioè goccia di mare, un eufemismo per indicare quel fetente ruscello che dalla villa dei Pincii scendeva e finiva nel Tevere, una cloaca. Altri credono che derivi dal nome di
un barbiere che aveva la sua bottega in quella strada, di nome faceva Giovanni ma era conosciuto come Margutte o Margut. Via Margutta ha visto nascere gli studi di numerosi intellettuali, attori ed artisti di ogni genere. Come canta Barbarossa “vedessi come è bello il cielo a via Margutta questa sera. Sembra strano che sia lo stesso cielo dei bombardamenti, dei pittori, dei giovani poeti e dei loro amori. Una targa è affissa lungo la via, dove vissero Federico Fellini e Giulietta Masina; poi, al numero 33, vediamo il noto balconcino della casa che compare nella pellicola “Vacanze Romane”, diventando uno dei soppalchi più famosi.

A casa dello scultore Alcide Ticò c’erano pochi soldi e molta fame, poi, come nelle fiabe, bussarono due americani, Gregory Peck e William Wyler che stavano girando un film e avevano bisogno di quegli spazi. Quella via cambiò e si riempì di storie.

Donna Pietra e Pino parlano di queste storie, conoscono così tanti particolari che si potrebbe scrivere una guida alternativa di via Margutta. All’epoca del film abitava lì anche una splendida ballerina, la Sofia Moretti. Al numero 33 arrivò pure Truman Capote e il
balconcino serviva per il suo piccolo corvo. In quell’attico di via Margutta Capote scrisse i dialoghi di Stazione Termini, di Vittorio de Sica, e la sceneggiatura di “il tesoro dell’Africa”, di Houston. Nel palazzo anche una targa dedicata a Carlos Federico Saez, pittore uruguaniano.

Ubriàcati delle storie che si snodano in via Margutta, entra nel clima e sarai pronto a scoprire le puntate che arriveranno su Donna Pietra, Maria Lai e altri artisti.


Fausta Dumano

Docente di Lettere
Liceo Artistico Statale “Bragaglia” – Frosinone