Come si può curare la depressione con la ipnosi.?


Una forma modificata di stimolazione a scariche theta intermittenti (iTBS), denominata SAINT, che somministra elevate dosi di stimolazione magnetica, in un arco temporale accelerato e mirate ad un singolo neurocircuito, si è dimostrata in grado di alleviare la depressione nel 90% dei pazienti con depressione resistente, entro 5 giorni, riducendo anche l’ideazione suicida, senza effetti collaterali cognitivi negativi. Come affermato dall’autore Nolan Williams della Stanford University.

Nella stimolazione magnetica transcranica, il trattamento è mirato alla posizione, in cui si trova la corteccia prefrontale dorsolaterale, della maggior parte delle persone.

Questa regione regola le funzioni esecutive, come la selezione di memorie appropriate e l’inibizione di risposte inadeguate.

depressione e ipnosi

Per SAINT, i ricercatori hanno utilizzato l’imaging a risonanza magnetica dell’attività cerebrale, per individuare non solo la corteccia prefrontale dorsolaterale, ma una sottoregione particolare al suo interno.

Hanno individuato in ogni partecipante la sottoregione che ha una relazione con il cingolato subgenuale, una parte del cervello che è iperattiva nelle persone che soffrono di depressione. Il cingolato subgenuale è una parte del cervello, nota come area 25 di Brodmann. Viene denominata area subgenuale dal latino: area subgenualis.

Nelle persone depresse, la connessione tra le due regioni è debole e il cingolato subgenerico diventa iperattivo. Stimolare la sottoregione della corteccia prefrontale dorsolaterale riduce l’attività nel cingolato subgenerale[1].

Alla luce di questi risultati, si potrebbe ipotizzare di ottenere un risultato analogo, alquanto valido, utilizzando un metodo meno invasivo, come l’ipnosi. Infatti, con strategie ipnotiche, si è in grado, di indurre l’organismo, in una condizione di profondo rilassamento, con la produzione, visualizzabile Elettroencefalograficamente, di onde theta, misurabili ed ottenibili, anche con l’ausilio di Neurofeedback. Durante l’ipnosi è stata riscontrata la comparsa di onde Alfa e Theta. Qualche tempo fa si riteneva che fossero solo le onde Alfa a contraddistinguere la trance, ma l’ipnosi anche se comprende uno stato Alfa, non è caratterizzata solo da quest’ultimo (Yapko, 2003)[2].

Inoltre, In quasi tutti gli studi sull’ipnosi effettuati tramite fRMI su soggetti in trance altamente ipnotizzabili, si riscontra oltre che un’inversione della dominanza emisferica, un aumento dell’attività della corteccia cingolata anteriore (Jamieson & Woody, 2007)[3].

Le regioni cerebrali che si attivano durante la trance includono la corteccia occipitale (coinvolta nel processo di visualizzazione, fondamentale sia durante l’induzione della trance che durante tutta l’esperienza ipnotica), il talamo, la corteccia cingolata anteriore (ACC), la corteccia parietale inferiore, il precuneo (coinvolto in varie funzioni tra cui l’immaginazione e la coscienza di se stessi), la corteccia prefrontale dorsolaterale (De Benedittis, 2015)[4].

Lo stato cerebrale Theta è quello dove si è in contatto con le potenzialità dell’inconscio.

E’ quello che, ogni giorno, si verifica tra il sonno e la veglia e viceversa.

In altre parole, è quello stato di benessere che fa da linea di confine tra realtà e immaginazione. Come accennato, lo stato Theta è uno stato naturale, in cui il cervello si trova, nel momento del passaggio sonno/veglia e viceversa. In base a queste evidenze ed analogie, si potrebbero ottenere risultati similari con sedute di ipnosi di default o neutrale, cioè in assenza di specifiche suggestioni. Allo scopo di aumentare le onde Theta,4-7,9 Hz. Questa ipotesi, come tutte, necessita di ulteriori approfondimenti.

Bibliografia:

1] Nolan R. Williams M. D. Stanford Accelerated Intelligent Neuromodulation Therapy for Treatment-Resistant Depression. https://doi.org/10.1176/appi.ajp.2019.19070720

2] Michael D. Yapko. Trancework: An Introduction to the Practice of Clinical Hypnosis. Brunner-Routledge, 2003.

3] Graham Jamieson (ed.). Hypnosis and Conscious States: The Cognitive Neuroscience Perspective. Oxford University Press (2007).

4] De Benedittis G. Neural mechanisms of hypnosis and meditation. J Physiol Paris. 2015 Dec;109(4-6):152-164. doi: 10.1016/j.jphysparis.2015.11.001


Curare la depressione con la ipnosi

Dott. Sicignano Antonio
Medico di Medicina Generale
Medico Psicoterapeuta
Specialista in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana

Esperto in Psicologia dello Sport
Presidente Comitato Campania SPOPSAM
Membro Direttivo Nazionale SPOPSAM
Mind Set Coach