Dalle poesie di Francesca Paolucci ai racconti e ai fumetti di Enrico Teodorani

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Nelle sue opere la poetessa cesenate Francesca Paolucci si presenta come una donna in bilico tra una realtà opprimente, squallida e torbida e un universo onirico e tenebroso, sovente spaventoso. Ci parla della sua infanzia, del rapporto difficile con la madre, delle violenze e delle umiliazioni che le hanno lasciato ferite profonde nell’anima; e ci rivela pure le sue fantasie, le fantasticherie, i sogni e i veri e propri incubi che la ossessionano.

Da un lato, lo sfogo della scrittura le consente di analizzare i drammi del passato, facendole vedere la luce; dall’altro le ombre della violenza da lei subita sono pronte a ritornare, nella forma di figure metaforiche e cioè demoni, streghe, mostri e creature che sembrano venute fuori da un romanzo gotico.

Il marito Enrico Teodorani ha preso questi incubi e li ha trasformati in racconti e in fumetti. In questo ambito, Francesca assume sempre un ruolo passivo. È un giocattolo, un oggetto sessuale usato da pervertiti. Come negli scritti della Paolucci, nelle opere di Teodorani il mondo maschile non fa una bella figura. Gli uomini sono tutti arrapati, incapaci di controllare le proprie pulsioni animalesche, disposti a qualunque bassezza pur di raggiungere il proprio obiettivo.

E l’obiettivo è il corpo di Francesca.

Un corpo formoso che suscita il desiderio di chiunque e che la stessa Francesca (come la Francesca “reale”) mostra di non apprezzare perché lo identifica con la sofferenza e il male. Ma un corpo che comunque assume poi un ruolo dominante anche su di lei. Quando, infatti, è in presenza di Enrico, il suo grande amore, cede alla carnalità, si abbandona agli impulsi della sessualità e diventa, solo per lui, un oggetto da possedere.

I testi e i disegni di queste storie realizzate da Teodorani si fanno carne, si trasformano in demoni che possiedono la mente del lettore, attirandolo, seducendolo, spingendolo a proseguire nella lettura senza mai fermarsi, in un viaggio affascinante, a volte inquietante, nel mondo psichico dell’autore, che ci rivela pure le complesse sfaccettature della moglie Francesca, sua musa ispiratrice e vampira personale,