Daniele Majone in una fantastica mostra

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La location è ancora una volta la villa comunale di Frosinone al primo piano una mostra, che potrebbe essere narrata come la mostra delle mostre. Ovvero una mostra che trasuda prima di tutto dell’amore e della passione del giovane curatore, che è il figlio del critico d’arte e artista Daniele Majone. Una mostra curata nei dettagli e nei particolari, che racconta un’epoca che è avvolta nel fascino quasi leggendario.

Foto, scritti e video si intrecciano con armonia.

Chi si occupa di arte diventa immortale e il giovane Matteo è riuscito a creare un’armonia tale che sembrava di essere nello studio del padre. Un modo “originale” per festeggiare il centenario della nascita del critico. Narrare il critico significa raccontare un’epoca, muoversi tra le carte, gli oggetti di una vita, selezionarli, catalogarli, togliere la polvere che si forma nella dimenticanza di un’ epoca che corre veloce, che fagocita nell’ oblio. Una scelta accurata questa, che auspichiamo sia la prima tappa di un lungo viaggio nella memoria. Nella villa sembrano danzare gli artisti di cui sì è occupato il critico.

Ogni opera è accompagnata da testimonianze scritte, i cataloghi del tempo intanto narrano la cura dei dettagli di prima.

La disposizione, la scelta di come collocare le opere non è casuale, un filo logico collegare ogni artista, che sembrano dialogare tra loro. Artisti scomparsi noti come, Fiammetta De Feo, Italo Scelza, Luigi Pacioni, artisti da poco “spolverati” come Giovanni Savani, artisti viventi come il Franzese, il Rea, la Battista … piacevoli scoperte l’unica mostra di Luciana Tommasetti Merolli, a cui dedicheremo presto un articolo. La mostra narra anche quell’ intreccio tra letteratura e arte, quelle amicizie intense come Bonaviri e Vittorio Miele. Il critico era anche un pittore ed entri nel suo studio e attraverso video una ricostruzione del passeggiare nel quotidiano del Daniele, attraverso vie e scale del centro storico, che sfuggono all’automobilista moderno.

La mostra è l’occasione anche per conoscere meglio un figlio d’ arte, che è cresciuto nella sensibilità artistica culturale. Matteo conosce il mio stile e nel suo omaggio, una cartolina della collezione d’artista, una dedica intensa…

…A Fausta che racconta….una cartolina che sembrava che il padre mi avesse scelta come musa, la donna che viveva nel racconto. Corri alla villa