Conclusa la decima edizione di Gallinarock

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La decima edizione del contest Gallinarock si è appena conclusa. Un racconto dal di dentro, una voce di chi per tre giorni ha vissuto le emozioni e le sensazioni. Gallinaro è un paesino della Valle di Comino, una leggenda dice che tutte le strade portano a Gallinaro. Il navigatore impazzisce, ma fidati una strada per arrivare la trovi, è come il filo di Arianna a guidarti nel labirinto. Un’altra leggenda dice che salire su quel palco porti fortuna: un apripista. Questo sarà il motivo per cui tante band giovanili sgomitano per salire quei gradini del palco. Il patron di questa manifestazione, che ha festeggiato le dieci candeline sulla torta è Luigi Vacana, il presidente del consiglio provinciale.

E’ lui quell’uragano della cultura che trovi per tre giorni al Gallinarock carico di adrenalina.

In jeans e maglietta con gli arnesi da lavoro accoglie nel parco, chi si avventura. Non è il politico che sale sul palco con la fascia, è uomo di fatica. Quando parla della sua creatura preferita usa il plurale, il noi del collettivo. L’associazione che regge fisicamente l’organizzazione è un collettivo dove ogni testa vale un pensiero. Per questo hanno una chat che è un continuo Bip. Un collettivo soprattutto di amici che si aprono subito a chi bussa. Elisa, Carla, Matteo, Nicola, impossibile citarli tutti. La location è un parco, dove campeggia un acquedotto gigante la cui vista diventa insignificante. Vieni catturato dai suoni e dai colori perché in quel contest c’è una cornice di pittori e scultori.

Come sul palco la musica è una fusione di emergenti e mostri della musica, così i colori sono un mixer di emergenti e noti artisti.

Per tre giorni Gallinaro, già patria di alcune modelle che hanno ispirato capolavori artistici dell’800, diventa la patria della musica e dell’arte. Per tre giorni una babele dove convivono il pensionato con il vestito della festa, il migrante e l’emigrato, la anziana a cui mancano solo le ciocie, l’antica calzatura della Ciociaria e l’esplosione della gioventù. A vincere il contest “Bye Bye Japan“.’Il premio della critica invece a “Le teorie di Copernico“. I due gruppi nella serata conclusiva sono saliti sul palco a suonare con Frankie Hi Nrg e Zulù dei 99 Posse, che si potrebbe definire un papà di questo festival, essendo salito su questo palco diverse volte in questi anni. Non a caso lui stesso dal microfono ha detto “è tra i festival uno di quelli che più amo”.

Come si fa a non amare un festival “senza padroni”, senza sponsor e senza padrini?

Nonostante il tempo remasse contro, costringendo i tecnici e il direttore artistico Marco di Folco di Industrie Sonore a fare miracoli, ogni giorno dopo la tempesta, è uscito il sole, perché gli organizzatori del festival il sole lo portano dentro. Considerata anche l’esplosione di voci artistiche al Gallinarock, dedicheremo una sezione diversa ai pennelli, alle bombolette spray e alle sculture. In rete circolano numerose immagini che narrano i colori. Sono immagini firmate da due fotografi, che non hanno bisogno di presentazioni Stefano Strani e Ferdinando Potenti, ma gli artisti hanno catturato anche l’attenzione della fotografa di street art Sandra Silvestroni.