Dialogo allo specchio, dal libro “Chimera” di Serena Baldoni

Lo specchio e la mente dialogano tra loro.

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Di seguito un estratto del Dialogo allo specchio, dal libro “Chimera” di Serena Baldoni


Mente: sei davvero tu il mio riflesso?

Specchio: sono la trasposizione del tuo fisico, soltanto del tuo esterno.

Mente: ciò che io vedo e che vedono gli altri di me, quello che tento di nascondere da non so più quanto tempo, come cicatrici, profonde, che hanno lasciato solchi su questo corpo.

Specchio: sono dunque un nemico per te, mi sembra di capire. La tua immagine si riflette all’esterno, ma tu non sei soltanto quello che scegli di vedere, quello che gli altri non si soffermano a scoprire.

Mente: sono quello che appaio. E lotto con quello che vedo da quando ho iniziato a scontrarmi con le perfezioni altrui!

Specchio: quindi il fattore scatenante sono le perfezioni che credi esserti state negate?

Mente: io credo di si, credo inconsciamente d’aver sempre provato invidia.

Specchio: questo non può essere successo da sempre, tu conosci dentro di te il fattore scatenante.

Mente: non significa niente, ho inseguito una perfezione vana, che non potrò mai possedere, mentre ad altri è stata regalata dal cielo, da una combinazione di geni forse.

Specchio: ma questa è la parte di te più fragile che io sento parlare, eppure sono soltanto uno specchio, una lastra fredda senz’anima, quello che voi definite come un oggetto inanimato.

Mente: perché è ciò che di te si vede …

Specchio: anche tu pecchi di superficialità, sia quando guardi te stessa, sia quando guardi me.

Mente: mi piacerebbe poterti credere … credere che il mondo voglia vedere il mio interno, per il reale che non mostra.

Specchio: ma il mondo non lo farà, non lo fa mai con nessuno, ed oggi la vita è svalutata, l’essere ha perso quasi ogni importanza. Per questo motivo non puoi permetterti di compiacere alla massa. Troverai un’anima come la tua, se saprai scavare a fondo, oltre le cicatrici.

Mente: io continuo a vedere la mia immagine riflessa e non posso fare a meno di distogliere lo sguardo.

Specchio: smettila! Non ti aiuterò come sto facendo adesso un’altra volta. Se continui ad essere una schiava di quel che ti consuma allora nessuno vedrà mai altro in te.

Mente: che cosa devo fare?

Specchio: accetta quello che hai. Accetta ancor di più ciò che non potrai mai diventare, mai essere. Ricordami che i difetti che io stesso rifletto non sono tuoi, non sono quel che definiscono il tuo nome, il tuo cuore.

Ridigli in faccia, perché niente scaccia di più un’ossessione.


Di seguito un estratto del Dialogo allo specchio, dal libro “Chimera” di Serena Baldoni