Divisione giudiziale immobile: in cosa consiste?

Spesso, anche se gli eredi accettano l’eredità, diventa difficile gestire l’immobile poiché ognuno vuole fare a modo proprio.

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Uno dei maggiori problemi legati all’eredità è la divisione immobiliare in caso di più eredi. Spesso, anche se gli eredi accettano l’eredità, diventa difficile gestire l’immobile poiché ognuno vuole fare a modo proprio.

Una delle soluzioni a cui spesso ricorrono è la divisione giudiziale dell’immobile. Essa consiste nell’accettazione dell’eredità da parte di più eredi ma poiché non riescono a trovare una soluzione per il suo utilizzo condiviso ricorrono al giudice. Scopriamo più precisamente di cosa si tratta.

Divisione giudiziale immobile tra gli eredi

Come abbiamo già detto, la  divisione giudiziale dell’immobile (clicca qui per approfondimenti) si verifica nel momento in cui gli eredi che hanno accettato l’eredità dell’immobile non sono in grado di trovare una soluzione condivisa e ricorrono, al giudice.

Questa soluzione è un’alternativa completamente diversa dalle altre in quanto è la sola che non prevede l’accordo tra le parti. Infatti, la divisione avviene in maniera forzata e proprio per questo motivo è richiesto l’intervento e di ulteriori tecnici che egli stesso provvede a nominare per valutare il valore dell’immobile ereditato.

Per risolvere la questione e far sì che sia effettuata la divisione ereditaria basta anche solo uno degli eredi che dia inizio all’azione giudiziaria, rimettendosi alla sentenza del giudice. Ad oggi, però, è prevista per legge la mediazione obbligatoria prima che sia istituito il processo dinanzi al Tribunale. In questa fase è già possibile raggiungere un accordo per risolvere la questione.

Divisione giudiziale immobiliare e rifiuto dell’eredità

Vi possono essere anche dei casi in cui gli eredi rifiutano l’eredità. Ognuno degli eredi, ha la piena facoltà di decidere se accettare o rifiutare l’eredità prevista dal testamento. A questo proposito, è bene ricordare che è possibile comunicare il proprio rifiuto entro dieci anni dalla morte del de cuius, termine massimo consentito.

Nel caso uno degli eredi decide di rinunciare all’eredità immobiliare, che il de cuius ha lasciato scritto nel testamento, la sua quota di bene deve essere divisa in modo equo tra gli altri eredi testamentari.

Infine, se tutti gli eredi testamentari rinunciano all’eredità il bene immobiliare viene lasciato agli eredi legittimi (coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli e sorelle e altri parenti fino al sesto grado).