Dodici porte, di Daisy Franchetto

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” Dodici porte ” è un romanzo onirico fantastico di Daisy Franchetto, che dà il via alla trilogia “Io sono Lunar”, edito da Dark Zone Edizioni.

Il libro inizia con una violenzaLunar, la protagonista, una ragazza semplice, che ama la vita e gli amici, viene violentata una sera in cui sta tornando a casa, senza che l’amico che la accompagnava la aiuti. Anzi, viene abbandonata lì, alla mercè dell’uomo che le rovinerà la vita. La prima parte è molto “realistica”: la ragazza viene circondata dall’affetto dei genitori, che cercano di fare il possibile per riportare il sorriso sul suo animo spezzato, si barcamena tra ospedali e polizia, finché, durante uno di questi incontri, Lunar si trova di fronte l’uomo che l’ha violentata: Lucàs, e sente la sua storia. La sente nella mente (o forse nel cuore), apprende e partecipa al suo dolore.

Da lì il romanzo prende una svolta fantastica, a tratti onirica, e Lunar inizia un viaggio attraverso dodici tappe, quasi delle prove che la nostra protagonista è tenuta a superare per ritrovare se stessa, per rimettere insieme i pezzi di un’anima rotta.

Per fare questo si reca alla Casa.

“Non so come uscirne, non so a che cosa aggrapparmi, sembra che dovrò rinunciare a me stessa per sempre, se voglio continuare a stare in questo mondo. E questa non è una via d’uscita”.

Ah, la Casa (non quella del Grande Fratello, per fortuna!), luogo di incontri e di magia, un po’ la Roma della situazione, perché dalla Casa partono mille strade, che viaggiano tra i mondi, sentieri che Lunar dovrà attraversare e, come nel più classico viaggio dell’eroe, non sarà da sola. In questi viaggi, in queste porte che attraverserà, incontrerà personaggi sempre nuovi e, per gusto personale, credo che i personaggi siano tra i punti di forza del romanzo. Tutti grandiosi, tratteggiati ottimamente, originali, alcuni direi stravaganti: si va dalla Loba, a Mamà, al simpatico Virgilio con le sue ciabattine rosa, al mitico Sigfrido, il gatto acchiappa pensieri, e poi a tutti gli abitanti di Anguuna e Ural.

Questa parte, quella centrale direi, è la più “classica” come impostazione, la storia sembra acquisire i tratti di un fantasy avventuroso, di viaggio e scoperta, ma l’autrice non dimentica mai qual è l’obiettivo principale di Lunar.

Certo, salvare la regina di Anguuna è fondamentale,  per riportare l’equilibrio nel mondo e tra Anguuna e Ural, ma la sua missione va oltre, il suo viaggio non è ancora concluso. Tappe, prove, incontri, ma soprattutto scoperta di sé: Lunar imparerà molto in questo viaggio, ogni prova è un’occasione per testare se stessa, in termini di pazienza, capacità di discernimento, rapporto con gli altri, fiducia nel futuro. Quella che all’inizio era una ragazza rotta, che faticava a respirare, poi uscirà da tutta questa storia a testa alta; certo, il ricordo del trauma subito non svanirà, ma non le impedirà comunque di andare avanti, forte anche dei rapporti stretti durante le dodici prove. Quello con Sinbad, personaggio affascinante e misterioso, in particolar modo.


Il mondo creato da Daisy Franchetto è un mondo dove le donne sono figure importanti, spesso dimenticate o messe ai margini dagli autori fantasy.

Per l’autrice, invece, sono figure centrali, da molti punti di vista, non soltanto per la scelta di una protagonista, ma anche per i ruoli che rivestono nel corso del romanzo: Mamà, la misteriosa matrona della Casa; la Loba, nelle sue forme umana e animale; Alma, la profetessa saggia e sempre attenta, e poi Maravé, la regina Anguuna, le donne Ural, tutte figure forti, in grado di adombrare quelle maschili. In generale, aggiungerei, c’è una forte attenzione dell’autrice verso le figure considerate solitamente “deboli” o “diverse”, che nasconde una giusta critica verso certi pregiudizi, ma anche la speranza e la possibilità che le cose possano migliorare, che il futuro possa essere all’altezza dei sogni degli individui.

Un po’ come accade a Lunar che, pur con fatica e sofferenza, riesce a trovare la sua strada.

Un’ultima precisazione: “Dodici porte” è il primo romanzo di una trilogia, che prosegue con “Sei pietre bianche”. Certo, alcuni aspetti rimangono in sospeso, ma il libro è sufficientemente conclusivo, adatto anche a chi non ama le saghe infinite: il percorso di rinascita di Lunar avviene attraverso dodici porte, le apriamo tutte e scopriamo i mondi che celano, come fossero una prima grande tappa. Di certo, la nostra protagonista non ha finito di raccontarci tutto, quell’anello che porta al dito, e quel cane che la segue come un’ombra, sospetto che abbiano ancora storie da narrare! E noi saremo ben lieti di scoprirle.


Buona lettura a tutti! Buon viaggio attraverso le dodici porte di Lunar!