Elvira Kujović – Una poetessa da scoprire – II parte

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Elvira Kujović (1961- Novi Pazar) è una poetessa da scoprire. Di origine Yugoslava. Attualmente vive e lavora in Germania.

Abbiamo parlato di lei alcuni mesi fa, prima che iniziasse le sue fertili presentazioni in lingua italiana di fronte ad un pubblico e ad una critica forse più raffinata, che l’hanno portata a vincere un premio per la sua poesia “La Siria piange” (già pubblicata dal BombaGiù) al Festival internazionale di poesia “Solo un mare e la parola” tenutosi quest’anno.

In questa occasione parliamo ancora di lei presentando alcuni suoi versi più recenti.

Per ricordarvi di Elvira Kujović, direi che la sua prima raccolta poetica fu pubblicata in lingua tedesca con il titolo “Ein Gedicht schreit auf aus meiner Brust” (“Una poema ulula dal mio seno”) a Berlino nel 2016.
Con il suo poema Mondo degli spiriti (“Die Welt der Geister”) è presente nell’Antologia del 2014 (Frankfurter Bibliotek) che gli porterà a guadagnare il titolo di migliori versi pubblicati nel 2014/15.
Una nuova raccolta poetica dal titolo “L’amore e la paura” fu pubblicata a Belgrado in madre lingua serba, nel mese di Aprile dell’anno corrente, dalla casa editrice Alma.
Appena rientrata dal Festival poetico mediterraneo in Turchia, la poetessa continua e scrivere inarrestabile il suo primo romanzo il cui titolo per adesso rimane segreto.

L’ULTIMO FUOCO

L’ultimo fuoco brucia
Prima di tutto si calma
il fumo muore piano
coscienza si allarga.

Mi prende la tristezza
perché deve sempre bruciare
e odorare di cenere
prima che qualcosa cambi.

È il cambiamento del bruciamento
il bruciare del tempo
dell’attimo
del sentimento

Del cuore
Dell’uomo
L’ultimo fuoco della vita brucia.

TRADITORE DELL’AMORE

Assassino dei sogni tu fosti
Testimoni sono i miei alberi
Perché possa germinare qualcosa nel cuore
E farla crescere
Ma tu lo strappasti
Insanguinato lo gettasti
Lì dove non c’è terra
Che possa dargli vita.

AMORE ARABO

Sangue arabo
Lungo le arenarie arabe scorre
La sabbia ne è inzuppata
I cuori al loro Dio si sono uniti
E neanche le bombe possono separare
L’Uomo da Dio,
Né tagliare il loro legame.
E ad ogni passo
Sono sempre più vicini
Ad ogni perdita l’amore è più forte
E questo legame infinito
Nell’oscurità della retina
Sempre più chiaro sfolgora.
Come piume d’uccelli
Immagini colorate vivono gioiose,
Orgogliose e audaci
Affrontano ISIL
Perché i sogni non si possono macellare
Né con la spada né col coltello
Neanche con quelli riusciranno,
I sogni non hanno corpo
Non si possono scannare
Lui, lei, io e te lo sappiamo –
Che il loro amore si avvera.

Nota introduttiva e traduzione dal serbo in italiano Biljana Z.Biljanovska.
Revisione e lettura delle lirche in italiano docc. Claudia Piccinno