Essere ridicoli a volte è bene. Persino meglio.

E' più facile perdonarsi l’un l’altro, è più facile riconciliarsi

0
38

Essere ridicoli a volte è bene… Estratto dalle pubblicazioni giornaliere esistenzialiste di Nosce Sauton:

L’idiota nel salotto di “alta società”:
«Io voglio spiegarvi tutto, tutto, tutto! Oh, sì! Pensate che sia un utopista? Un filosofo? Oh, no, ve lo assicuro, i miei pensieri sono semplicissimi… Non ci credete? Sorridete? Sapete, a volte sono vigliacco perché perdo la fede. Poc’anzi mentre venivo qui, pensavo: “Che cosa dirò loro per incominciare? Con quale parola bisogna incominciare perché loro ci capiscano qualcosa?”.
Come avevo paura, ma per voi avevo ancora più paura, molta di più! E invero avevo ragione di avere paura, o non era vergognoso nutrire tale timore? Che importa se un branco di vili retrogradi si oppone a un solo emancipato?

Che felicità ora che mi accorgo che non siete un branco di retrogradi, ma siete persone vive! Non dobbiamo preoccuparci di essere ridicoli, vero? Perché è proprio così, siamo ridicoli, superficiali, con cattive abitudini, ci annoiamo, non sappiamo osservare, non sappiamo comprendere, siamo tutti della stessa pasta, tutti, sia voi sia io, sia loro! Ecco non vi offendete se vi dico in faccia che siete ridicoli? E se è così, non è vero che siete materia viva? Sapete, secondo me, essere ridicoli a volte è bene, persino meglio: è più facile perdonarsi l’un l’altro, è più facile riconciliarsi. Non si può capire tutto subito, non si può cominciare dalla perfezione! Ci sono tante cose da non capire prima di raggiungere la perfezione! Quando si capisce troppo in fretta, non si capisce bene.

Lo dico a voi, a voi che siete già in grado di capire molto e… di non capire. Adesso non ho più paura per voi, voi non vi offendete se un ragazzino si permette di dirvi queste cose? Ridete, Ivan Petrovich? Pensate: io per loro avevo paura, io, il loro avvocato, il democratico, il predicatore dell’uguaglianza?»
rise istericamente (ridacchiava di continuo, esaltato).

«Ascoltate! Lo so che non serve a niente parlare: meglio dare l’esempio, meglio incominciare… io ho già incominciato… è dunque davvero possibile essere infelici? Che cosa significano il mio dolore e la mia disgrazia se sono in grado di essere felice? Sapete, non capisco come si possa passare accanto ad un albero e non essere felice di vederlo. Parlare con una persona e non essere felice di amarla! Oh, io non lo so esprimere… quante cose belle si incontrano ad ogni passo, cose così belle che anche l’uomo più abietto le apprezza? Guardate un bambino, guardate l’alba divina, guardate l’erba, come cresce, guardate negli occhi che vi guardano e vi amano…»

Fëdor Michailovič Dostoevskij, “L’idiota”.

Essere ridicoli a volte è bene

Immagine: “Truth” di Arash Kameli