Il frate il chierichetto criticati da gente pettegola

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In un paese sperduto tra i monti, dove il sole si affaccia tre mesi all’anno, un fraticello, per curare le sue anime nei villaggi dispersi, saltava in groppa al suo azzoppato asinello, seguito dal suo unico chierichetto, a piedi, e si avviavano, lentamente, lungo sentieri dissestati.

Una donna ficcanaso e impicciona che giungeva dalla direzione opposta, vedendo il monaco sul somaro e il bambino che camminava, sbottava, “Guardalo, guardalo quel fraticello che se ne sta, placidamente, seduto, mentre il suo chierichetto cammina con le scarpe nel fango: vergogna.”

Il monaco, sentendosi umiliato da quelle parole così severe pronunciate dalla donna, scendeva dalla groppa del somarello e faceva salire il chierichetto. Dopo un po’ un signore, fermo sul margine della strada, esclamava a gran voce. “Quel ragazzaccio insensibile, che potrebbe camminare con le sue gambe giovani, se ne sta pacificamente seduto, mentre il fraticello, con i piedi scalzi come tutti loro, cammina nelle pozzanghere. si dovrebbe vergognare.”

Il chierichetto, con le guance rosse dalla vergogna, chiedeva al frate di salire anche lui.
“Apriti cielo” protestava la gente che stava raccogliendo le patate nel campo vicino, “ma non si renderanno conto che quel povero asinello sta per incrociare le zampe dal peso che deve trasportare; anche a questa crudeltà dobbiamo assistere.”

Ora il fraticello e il chierichetto scendevano e proseguivano a piedi. “Sai cosa ti dico” esclamava sconsolato, “è meglio che facciamo quello che vogliamo, tanto come fai fai sbagli sempre; tu cosa ne dici ?” chiedeva il frate al chierichetto. Questo, non sapendo cosa dire, guardandolo con aria triste, sbottava. “Mio padroncino tu sei l’uomo con il saio marrone; io indosso solo i pantaloncini di pelle corti e le bretelle di paperino”.


Il frate il chierichetto criticati da gente pettegola

Testo di Renzo Brandalise