Full stack developer: che cosa fa e come formarsi per diventarlo

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Le professioni digitali sono tra le più richieste da aziende private e istituzioni pubbliche, occupando ormai una fetta considerevole del mercato del lavoro. Oltre alle ottime possibilità di impiego, offrono spesso stipendi interessanti, mansioni giornaliere stimolanti, e una buona flessibilità con l’opportunità di lavorare da remoto. La professione di full stack developer è al momento tra quelle con una domanda molto alta, che si prevede rimarrà stabile anche negli anni a venire. Con uno stipendio che per i profili esperti supera anche i 3.000 euro al mese e la possibilità di formarsi in modo agile, si tratta certamente di un ruolo che può dare grandi soddisfazioni.

Di che cosa si occupa il programmatore full stack?

In breve, i compiti del programmatore full stack includono tutte le fasi della creazione di un sito web, dalla pianificazione iniziale al lancio, inclusi aggiornamenti, manutenzione e implementazione di modifiche richieste dal cliente. Il full stack developer si occupa infatti di entrambe le aree della programmazione web, cioè frontend e backend. Con frontend si indica la parte del sito o dell’applicazione con cui gli utenti interagiscono, ovvero la grafica e l’interfaccia. Il backend è invece il lato server che i visitatori non vedono, inclusi i database e l’integrazione delle varie funzioni con l’interfaccia grafica.

Le conoscenze necessarie per occuparsi di programmazione frontend includono i linguaggi HTML, CSS e Javascript, integrazioni API, framework e automazione. Per il backend bisogna conoscere linguaggi come PHP e relativi framework, ad esempio Laravel, oltre a strumenti per gestire database e mantenere il sito in sicurezza. Il full stack developer deve quindi avere ottime competenze in entrambe le aree per creare un sito web completo e funzionante.

Formarsi per diventare full stack developer

Come per tante professioni legate al settore digitale, un possibile percorso formativo parte da una laurea in Informatica, Ingegneria informatica, Scienze informatiche o simili. I corsi hanno durata di almeno tre anni, oppure cinque se si sceglie di proseguire con un Master. È quindi un impegno non indifferente in termini di tempo e denaro, ed è quindi adatto a chi può permettersi di studiare a tempo pieno per un lungo periodo.

Per formarsi in tempi più rapidi e iniziare a lavorare velocemente si può decidere di completare un corso full stack developer con Aulab, che insegna solide basi di programmazione e prepara gli studenti per la realizzazione di siti web da zero, anche senza esperienza pregressa. Con questa opzione si studia a tempo pieno per tre mesi, seguendo la guida di tutor esperti e facendo pratica con i compagni di corso. Oltre alle competenze di coding vere e proprie, i bootcamp intensivi spiegano anche come utilizzare le metodologie agili per lavorare in team nel modo più efficiente, offrendo quindi un vantaggio ulteriore nella ricerca di un impiego. Non basta infatti conoscere soltanto i linguaggi di programmazione per essere un bravo developer, ma sono necessarie le giuste soft skill per un curriculum che si fa davvero notare.

Tra queste sono particolarmente importanti problem solving, buone doti di comunicazione, precisione e attenzione ai dettagli, e la già citata abilità di lavorare in gruppo.

Menzioniamo infine un’altra possibile opzione per imparare a programmare, cioè le risorse online gratuite come video, articoli e corsi interattivi. Del resto, durante la pandemia c’è stato un boom dell’apprendimento online, e il coding è stato tra le discipline più popolari. È bene notare che, pur con un’abbondanza di fondi a disposizione, questo percorso richiede grande motivazione e la disciplina necessaria per studiare e fare esercizio regolarmente, senza farsi scoraggiare dalle difficoltà. Può quindi essere indicato come un assaggio iniziale per capire se si ha un genuino interesse per la programmazione, oppure come strumento per integrare le competenze già acquisite tramite un corso strutturato.