Gentiloni alla festa per i 10 anni del Pd

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Boldrini, Renzi, e tutti i componenti del PD criticano il populismo come se fosse il danno italiano che avanza, ma mi soffermo sulle parole di Gentiloni dichiarate pochi mesi or sono. Gentiloni conferma chiaramente con un giro di parole preparate che la sinistra non è populista.

…Nella terra incognita di oggi le linee di paglia tra destra populista e sinistra sono più chiare è più evidenti che mai. Non c’è nessuna confusione da questo punto di vista….

Come avrete letto, Gentiloni definisce la Destra come populista dimenticando che il populismo nasce in Russia identificando chi si occupa del popolo, quindi dobbiamo prendere atto che la nuova sinistra non si definisce populista ma nel contempo non si è definita. Asserisce solo che non c’è confusione da questo punto di vista. Chiediamo ed ho chiesto a varie esponenti della sinistra di darsi un aggettivo, che sia anti-populista, dittatoriale, o capitalista senza ricevere risposta. Se ne deduce che la sinistra, soprattutto il PD non sia espressamente come dice, populista quindi è il partito del nuovo capitalismo.

Quindi possiamo interpretare che sia un capitalismo istituzionale e governativo che si basa sulla diminuzione della libertà sociale ed economica del singolo individuo.

Come questo partito aldilà del suo discorso può lavorare nell’interesse del popolo?

Rilascio nuovamente questo mio piccolo testo al fine di porre una riflessione verso chi ancora è un fautore di questo partito.

Le MicroReazioni di Nico Colani

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright