Gerusalemme capitale di Israele? Non è uno scherzo. Donald Trump ha fatto capire da subito di non essere un “politically correct”. Anzi rompe facilmente schemi ed equilibri, rispettando quanto aveva lasciato intendere durante la propria campagna elettorale. Rispettando anche il motto “American first”, per indicare il fatto che avrebbe dato priorità ai problemi interni degli USA. Non è mancato comunque un intervento militare in Siria, soprattutto dopo l’ennesimo attacco Isis contro i civili. Mentre sta ancora trattenendo l’uso della forza contro la Corea del Nord. Perché dietro c’è la Cina.

Uno stallo interrotto da Trump, che la settimana scorsa ha proclamato Gerusalemme capitale di Israele.

Con lo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Trump ha dunque fatto la prima mossa, smuovendo le acque. Giusto o sbagliato che sia.

I Paesi europei, il mondo arabo e il Papa la hanno condannata. Ma Trump riga diritto, come sempre. Restituendo agli Usa quel ruolo di arbitro del Mondo un po’ perso con l’ambiguo Obama. Cosa accadrà ora nel già complicato Medio Oriente?

Gerusalemme capitale di Israele. L’annuncio di Trump

“Ho stabilito”, ha detto il presidente USA davanti ai reporter, ” che è ora di riconoscere ufficialmente Gersualemme come capitale di Israele”. “Do anche indicazioni al Dipartimento di Stato”, continua Donald Trump, “di cominciare a prepararsi per spostare l’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme”. Secondo Donald Trump, dunque, non ci sono più dubbi. I tempi sono finalmente maturi per riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. Queste dichiarazioni forti da parte del Presidente degli Stati Uniti d’America senza dubbio stanno creando numerose polemiche. Speriamo che non siano motivo di ulteriori tensione e conflitti in una zona già da troppo tempo martoriata da guerre sanguinose.

Secondo Donald Trump questo riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele è il primo passo da compiere verso la pace.

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