Giovanni Giocondo va al mare

Anche di domenica al mare lo prendo nel culo dal mondo.

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Mi chiamo Giovanni Giocondo e non sono tonto, ma lo prendo nel culo dal mondo.

Mare! Evviva si va al mare!

Buongiorno al mondo da Giovanni Giocondo! Il sole splende in una calda domenica d’estate e si esce per una rilassante giornata al mare con tutta la famiglia.

Arrivati tranquillamente alla meta sorge la prima difficoltà: il parcheggio! Dopo aver girato il lungo e il largo cominciano a perdere le speranze, i bimbi si innervosiscono ed i genitori si agitano. Persa ogni speranza di trovare posto e per evitare lo scoppio del caos in macchina, Giocondo propone di farli scendere sulla riviera. Lui avrebbe pensato a lasciare la macchina in un qualche remoto luogo e fatto una passeggiata fino al mare.

La soluzione accontentava tutti riportando il sereno nell’abitacolo. Inaspettatamente però proprio a due passi dal mare la moglie quasi urlando di gioia:

“Guarda la! Un posto libero!”

“Dove?”

“Proprio davanti a noi sulla destra!”

“Ma si l’ho visto, che fortuna sfacciata!”

Fatte le dovute manovre la macchina è sistemata, possono scendere per andare subito a cercare refrigerio nelle fresche acque marine.

“Oggi sarà una splendida giornata!”

Afferma sicuro Giocondo. Per risparmiare hanno deciso di andare nella spiaggia libera, tanto sono forniti di tutto il necessario dall’ombrellone alle sdraio, i teli da mare e l’immancabile frigorifero portatile. Contrariamente alle aspettativa non sembra essere particolarmente affollata, anzi.

“Andiamo il più avanti possibile per godere della brezza e della vista del mare.”

“Si Giovanni, il posto c’è ma per la vista credo che ne dovremmo fare a meno.”

Dice la moglie sconsolata. Ebbene si, sul bagnasciuga si staglia una fitta rete di bancarelle mobili con una miriade di venditori extracomunitari intenti a promuovere la loro mercanzia. Non hanno lasciato aperto neppure un passaggio, per accedere all’acqua si è costretti a passare in mezzo a quel mercato abusivo. Giocondo si chiede come possa essere possibile una cosa simile? Quasi istintivamente prende il telefono e chiama il comando dei vigili urbani per denunciare il fatto. Dopo una lunga, quasi interminabile, attesa finalmente sente una voce femminile rispondere con un tono piuttosto acido. Forse gli girano perché deve lavorare in quella meravigliosa domenica estiva. Dopo aver esposto il problema la voce si fa ancora più scontrosa:

“Lei sa quanto personale ci vuole per organizzare una simile operazione di sequestro? Senza contare che perderemmo inutilmente giornate intere a redigere verbali!”

“Non sono a conoscenza di simili problematiche e, detto francamente, non sarebbero neppure problemi miei. Io le sto semplicemente segnalando una occupazione abusiva di suolo pubblico per commercio illegale con merce di dubbia provenienza. Almeno potrebbe mandare due agenti di buona volontà per cacciare questi individui, permettendo a noi cittadini di godere giustamente della spiaggia.”

“Sarebbe una inutile perdita di tempo, tornerebbero non appena i colleghi saranno andati via. Le ripeto non abbiamo personale per simili cose, è tutta colpa della politica di destra e del suo despota…….bla bla bla….”

“Lascia perdere Giovanni, rinuncia alla inutile lotta con i mulini a vento e affittiamo un ombrellone in uno stabilimento. Così potremo finalmente rilassarci ed assaporare questa bella giornata di mare.”

“Ma si! Hai ragione, al diavolo tutti!”

Risponde Giocondo, mettendo una mano sul telefonino, nel frattempo la signora sta continuando il suo comizietto elettorale.

“La ringrazio signora è stata squisitamente gentile, le auguro buona giornata!”

Chiuso il telefono si chiede: cosa diavolo centrasse il signore del bunga bunga in quella discussione? Non è più al governo da anni, si sono succeduti diversi puro sangue e adesso c’è la faccia da sberle. Mah! Riportate le cose in macchina e pagata la cifra richiesta dal gestore per un ombrellone con sdraio e lettino finalmente riescono ad accomodarsi. Il nostro caro Giocondo, comodamente disteso all’ombra, sente il bisogno di rilassarsi qualche minuto. Vane speranze! Comincia l’interminabile processione dei venditori ambulanti, più fastidiosi delle mosche e più invadenti delle zanzare. L’unica è cercare la pace insieme al refrigerio in mare, con la speranza che non siano arrivati anche lì.

Tutto sommato, nonostante le premesse, passano un ottima giornata. I bambini si divertono con l’acqua e con la sabbia, mentre gli adulti si rilassano scaricando un po’ di stress. Tra giochi e gelati si fa l’ora di tornare a casa, a malincuore per la verità.

L’inaspettata sorpresa di una bella multa per divieto di sosta sul parabrezza rende ancora più amaro il rientro a casa. Giocondo vede i vigili ancora nei paraggi intenti a scrivere altri verbalini, si dirige verso di loro visibilmente agitato.

“È molto più comodo e conveniente fare le multe agli automobilisti, piuttosto che sporcarvi le mani con i mercanti abusivi vero?”

“Senta signore moderi il tono di voce e faccia meno sarcasmo per favore!”

“Potrei sapere il motivo di questa multa?”

“La sua auto è in divieto di sosta!”

“Ma se non c’è nessun cartello!”

“Come no! Guardi bene eccolo lì!”

“Dove?”

“Proprio a pochi metri dalla sua auto, vede quel palo…..”

“Quale? Quello che finisce in mezzo alla chioma dell’albero?”

“Si proprio quello!”

“Ma e assolutamente invisibile!”

“Invisibile ma c’è!”

“Non è giusto! Si tratta di un abuso! La segnaletica dovrebbe essere ben visibile……”

“Se non le sta bene, può sempre fare ricorso!”

“Ho capito! Dovrò pagarla!”

“Ecco bravo! Non mi faccia perdere altro tempo.”

“Certo capisco, ci sono altre mucche da mungere!”

Sono Giovanni Giocondo e anche di domenica al mare lo prendo nel culo dal mondo.