Guai alle folle!

Riflessioni dal libro sulla "Psicologia delle folle" di Gustave Le Bon

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Il fine: distruggere il mito nascente delle folle.
Il mezzo: un pamphlet edito a Parigi nel 1895.
Il titolo: PSICOLOGIA DELLE FOLLE.
L’autore: Gustave Le Bon. In prefazione, piove: “… l’azione inconscia delle folle, sostituendosi all’attività cosciente degli individui, rappresenta una delle caratteristiche del nostro tempo”.

È già un proclama. Nel testo poi la pioggia si trasforma in temporale: “… la folla è irrazionale. In quanto si fa parte di essa, in tanto si determina un annullamento della propria personalità cosciente e un predominio di quella inconscia. Per il solo fatto di appartenere a una folla, l’uomo scende di parecchi gradini la scala della civiltà, diventando un primitivo, un barbaro. Sta per iniziare l’era delle folle”.

Novello Mangiafuoco e pubblico ministero a favore della coscienza individuale, Le Bon insiste: “… conoscere l’arte d’impressionare l’immaginazione della gente, vuol dire conoscere l’arte di governare”. Non sarebbe stato un buon consiglio per sottrarsi alle lusinghe di aspiranti potenti? Menéurs des foules per tutto il Novecento, infatti, hanno conquistato le masse per mero carisma, non senza ricorrere ai trucchi del mestiere, come carpire dalle stesse l’inconscio degli individui. Ancora in fasce, la cd. “età delle folle” dunque è dichiarata ospite non gradito da Le Bon.

Ma domandiamoci: perché si diventa folla? Quali sono i meccanismi attraverso i quali l’individuo si perde nella folla? La risposta è amara: “… l’acquisizione di una potenza invincibile, grazie al numero, e l’anonimato che esenta l’uomo da ogni responsabilità. L’individuo, nella folla, si specchia negli istinti dell’altro, anonimo e annullato anche lui, quindi impossibilitato ad accusarlo”.
Frutto maturo di un dibattito che si trascinava nel mondo accademico francese di fine Ottocento – il tema: le cause che attengono alla irrazionalità umana – PSICOLOGIA DELLE FOLLE è di un’attualità da brividi. Lo strapotere dei media, da ultimo quello della Rete, la ricerca del facile consenso, gli strumenti di persuasione occulta: tutti elementi che confermano la tesi di Le Bon. Dunque, attenzione alle folle. Di qualunque tipo.