Hanno solo ragione i poveri e nessun altro

E’ una guerra tra poveri, ed anche tra i poveri e i disperati si sono creati due blocchi: i disgraziati di prima e quelli di seconda categoria.

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Buonisti o razzisti?

Non si sente parlare d’altro, i media non parlano d’altro, i social non parlano d’altro! Per alcuni istanti resto in silenzio, assente dietro la tastiera del mio pc, inseguendo delle risposte.

Buonista o razzista? Chi sono io? Da quale parte sto?

ONG dai bilanci talmente favolosi che possono permettersi una nave, anche a noleggio, e vanno per mare a trarre in salvo disperati alla deriva, disperati che poi arrivano in Italia e vengono lasciati in balìa delle cooperative. Mani rosse e magliette rosse che si levano come scudi a fermare “questa emorragia della solidarietà”.

Una politica latitante, pronta solo ad avallare flussi infiniti di disperati e finti disperati, senza invece voler affrontare in modo risoluto ed efficace le emergenze che stiamo vivendo, alla faccia dei tanti che sono morti e che moriranno in mare. Del resto la disperazione dell’Africa è risaputa ed in trent’anni che aiuto l’Africa, non ho mai nemmeno intravisto, soluzioni ai problemi di questo continente ricco di materie prime e costantemente derubato da Paesi ricchi e multinazionali per garantire il nostro eccessivo benessere, dai tempi, di Spadoliniana memoria, in cui gli aerei cargo, atterravano a Sigonella carichi di generi alimentari per l’Africa e ripartivano, senza cibo ma carichi di armi, sempre per l’Africa.

Questa denuncia pubblica costò all’allora direttore di Nigrizia, Padre Alessandro Zanotelli, la rimozione dell’incarico e “l’esilio” presso una delle baraccopoli più infernali del pianeta, in Kenya, col placet della Chiesa.

Nessuno alfine, vuole aiutare l’Africa nella sua terra, perché con i migranti diventa molto più redditizio.

E mentre l’opinione pubblica, complice una stampa al servizio del potere, e speriamo di trovarci al termine di questa parabola oscena, si divide tra coloro che accoglierebbero tutti, spesso a parole, e gli altri che lamentano, direi io giustamente, un flusso migratorio così sregolato che induce alla rabbia ed alla protesta i cittadini che vengono lasciati soli, io credo che chi ci rimetta realmente da questa disputa siamo tutti noi, solo noi.

E’ una guerra tra poveri, ed anche tra i poveri e i disperati si sono creati due blocchi: i disgraziati di prima e quelli di seconda categoria. Col placet di alcuni politici, ormai quasi in disuso, e di una stampa e televisione ancora lontani da una informazione etica.

Io sto con Omar, ma sto anche con Francesco, Giorgio, Andrea, nostri cittadini che vivono profondamente disperati senza che nessuno si occupi di loro.

Fa notizia la discobola di colore fatta segno di uova, ed appurato poi che non vi era affatto, nel lancio di uova, intento razzista.

Non fa notizia Francesco, sopravvive con una pensione di invalidità di 290 euro al mese, e deve darne 100 per i figli che nemmeno vogliono vederlo, ha forti problematiche di salute, a rischio vita ma non interessa ai media, ai social e non si indossano magliette colorate per lui. Non è anche questa “una emorragia di umanità”?

Vi sono tre milioni di invalidi civili in Italia, facciamo qualcosa per loro?

Vi sono quattromila suicidi l’anno in Italia per disperazione, etichettati velocemente come depressi, facciamo qualcosa per loro?

Giulia non riesce a curarsi perché le vengono garantite solo le cure vitali, il resto, anche se vuole diminuire i tempi di attesa, è a pagamento. Vogliamo fare qualcosa per Giulia?

Papà separati, anziani in solitudine e in fila alla Caritas, sfrattati, famiglie disperate…

Vogliamo alzare le mani rosse ed indossare magliette anche per costoro? Oppure ci dividiamo i disperati a seconda del colore politico e del denaro che possono produrre? La politica stessa non deve essere al servizio dell’uomo, di ogni uomo?

Non sono buonista, non sono razzista, sono Altro, semplicemente un uomo che pensa con la propria testa e che rifiuta di essere incamerato in mode ed ideologie, un Altro che vuole essere solo al servizio della gente bisognoso, senza sé e senza ma!

L’uomo sembra però aver dimenticato le emozioni profonde, il cuore, l’amore. La parola stessa, amore, evoca quasi derisione in chi la pronuncia eppure, siamo ammalati d’amore, siamo in astinenza d’amore ed i sintomi che ci stanno portando alla non umanità ed alla morte, sono davanti a noi, tutti i giorni, ad interrogarci. Cos’è l’uomo senza amore, se non una macchina guerriera che investe nei muscoli più di qualsiasi risorsa disponibile. Le leggiamo mai le spese militari degli Stati? Ci si pensa solo ad armare per proteggersi da un nemico, e se il nemico non esiste viene fabbricato.

Tremo di paura per il futuro dei nostri figli, quando si incita al razzismo, all’odio, alla violenza e rabbrividisco, quando non diamo più ascolto all’orfano, alla vedova, all’ammalato, all’anziano bisognoso. L’egoismo degli uomini accelererà la fine del mondo, scriveva il profetico Raoul Follereau, cinquant’anni fa, e mentre siamo a coltivarci il nostro orticello, sollecitando che nessuno venga a disturbare la nostra quiete apparente, il mondo è armato e pronto alla guerra come non mai, con arsenali atomici che distruggerebbero il nostro pianete decine e decine di volte…!

Ma chi è il malvagio? L’immigrato sul barcone, riverito perché, in questo frangente storico, risulta l’anima del commercio? Perché non vengono impiegati questi soldi per incentivare l’agricoltura, l’irrigazione, costruire scuole e formare muratori, artigiani, insegnanti, medici ed infermieri direttamente in Africa? Rimettiamo una parte del debito africano per favorire il suo sviluppo: le nostre banche ed i nostri dirigenti hanno guadagnato già tanto da far paura. Iniziamo col restituire agli africani una parte di ciò che gli appartiene, e smettiamola di essere buonisti ma siamo giusti!

E smettiamola di essere razzisti, perché si è razzisti quando si discrimina, si è razzisti quando c’è chi vive da nababbo e chi cerca cibo nella spazzatura dopo aver lavorato per più di quarant’anni perché ha una pensione vergognosa!

Ciascuno di noi diventa razzista quando opprime l’operaio, quando lo sfrutta, si è razzisti quando non si forniscono servizi sociali e sanitari adeguati e si cura sproporzionatamente solo chi è ricco.

Sui Social poi, si manifestano le peggiori parole nei confronti dell’uomo, di ogni uomo. E’ vergognoso!

Al di là della politica, dei partiti, delle mode, delle congiunture storiche, questa nostra Umanità potrà sopravvivere soltanto quando inizieremo a vedere nell’altro un essere umano, e rispettando quell’ambiente ormai al limite e le cui conseguenze del nostro vivere nefasto sono sotto i nostri occhi.

Antonio Stasolla
Presidente Associazione Follereau Italiana Dirittiamoci