Il carnevale degli animali e altri fantastici racconti musicali

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Viaggiare nella musica è un sogno che tutti vorremmo realizzare ma spesso ci manca la guida, che deve essere esperta, competente, paziente e fantasiosa. “Il carnevale degli animali e altri fantastici racconti musicali” di Celegato Massimo, terzogenito di una felice famiglia di testi, che attraverso una narrazione simpatica e accattivante intendono guidare il lettore/ascoltatore alla scoperta dei tesori musicali del patrimonio della musica classica, raggiunge perfettamente l’obiettivo di illustrare la bellezza della musica “profonda e comunicativa”.

La parola coglie nei racconti, illustrati di volta in volta, la sfumatura di colore delle diverse espressioni musicali.

Si fa graffiante e sanguigna nel ritratto delle crudeltà di Ivan IV il Terribile, quando racconta i sette momenti della vita del celeberrimo zar, seguendo le suggestioni di cruento realismo tratteggiate dalle arcate sinfoniche di S. Prokofiev; si distende morbida e languida come il personaggio di Violetta Valéry così mirabilmente ritratto da G. Verdi nella sua opera “La traviata”. Nel commentare questa complessa figura Celegato si sforza di entrare nella psicologia dei personaggi, dando prova di un eccellente saggio musicale, di scavo interiore illuminato da una profonda conoscenza filologica del libretto, sì che tutti i protagonisti del dramma hanno ognuno il giusto riconoscimento delle proprie luci e delle proprie ombre.

Qualcuno potrebbe dire: “Ho capito! è il solito espediente per propinare un po’ di musica che non piace più alla gente!”

A questa persona vorrei dare un consiglio: non leggere questo libro, se il tuo cuore non zampilla emozioni di fronte alle umane vicende che la storia ha reso immortali, se per te un cielo, dalle auree dita dell’aurora dipinto, non provoca uno scompiglio nel cuore! Per te questa lettura sarebbe terribilmente pericolosa. Potresti infatti riscoprire in te quel bambino che sui passi dei racconti di Perrault, magicamente sonorizzati dalle musiche di “Ma mère l’Oie” di M. Ravel, si avventura con solenne stupore nel “Giardino magico” e si intrattiene a giocare con “La bella e la bestia” o resta affascinato dal dolcissimo sopore delle rosse labbra della “Bella addormentata nel bosco”!

Fuggi lontano dalla fantasia ciaikovskjana, che nel suo “Capriccio italiano” ti porta a spasso per l’Italia, da Firenze a Roma a Napoli, attraverso la riscoperta di melodie che giacevano sepolte nella tua memoria ma che solo il cuore sa ridestare! Temi l’allegria della scanzonata gita allo zoo in compagnia dello zio Camillo, che il lettore scoprirà subito essere la simpatica caricatura dell’autore stesso, Camille Saint Saens, nell’illustrazione della sua fantasia zoologica “Il carnevale degli animali”!

Soprattutto evita i solenni monumenti dell’epopea ceca, mirabilmente tratteggiati nelle loro sonorità, oscure e splendenti, appassionate ed eroiche, dalla penna di B. Smetana, nel suo poema “Ma Vlast” (La mia patria).

Sì, quel ciclo di sei poemi sinfonici che contengono il celeberrimo tema che hai sempre fischiettato anche tu de “La Moldava”, il fiume che l’autore segue fin dal suo primo fresco zampillio, nelle sue discese di balza in balza giù a precipizio dalle rapide fragorose e roboanti di san Giovanni fino al placido sbocco in una sonorità d’orchestra che abbaglia con il marcato tema guida della patria.

Come dici?

Non vuoi cogliere questa occasione che, a quanto mi consta, è la prima anche nella storia letteraria, di conoscere le vicende di Libussa, la coraggiosa regina di Praga, o della crudele amazzone Sarka, che sacrifica un amore per un desiderio di vendetta? E ancora: Non vuoi approfondire la storia di uno degli episodi più celebri della guerra dei Trent’anni, la battaglia alla Montagna Bianca, dove si sparse il nobile sangue degli Hussiti, che ora dormono il loro eterno sonno nelle profondità della sacra Blanik in attesa di essere ridestati da possente squillo di guerra? Non vuoi sentire i guerrieri scalpitare fuori dal monte sui loro destrieri in furioso galoppo sulla pianura coperta di cadaveri?

Lascia allora ad altri le emozioni che questo libro ti può donare e torna alla tua grigia vita, in cui ogni barlume di bellezza si spegne nell’anonimato del quotidiano, sempre uguale a se stesso.

Tu, invece, che ti sei acceso di curiosità a questi brevi tratti, pensa all’emozione che proverai, quando, aiutato dalle stupende musiche descritte, vivrai in prima persona le emozioni dei protagonisti! Cavalcherai anche tu ma senza colpa i destrieri degli Opricniki, la terribile guardia del corpo di Ivan, lascerai luccicare i tuoi occhi di commozione di fronte al sacrificio di Anastasia per il suo sposo, viaggerai nel tempo infinito fino agli albori dell’esistenza dei primi uomini e scoprirai i crudeli riti della Primavera ne “Il sacro rito di primavera” di I. Stravinskij, ti lascerai rapire dalla storia della bella Mintalar…

Come dici? Non c’è questo nel celeberrimo balletto di Stravinskij? Ne sei proprio sicuro?

Guarda dentro il tuo cuore con la lente della fantasia che Celegato ti offre con questo suo libro e scoprirai che anche tu puoi essere poeta d’un mondo che credevi non ti appartenesse, solo perchè nessuno ti aveva fatto capire quanto in realtà fosse tuo. Al termine dei suoi racconti, come ha fatto per i precedenti volumi, “L’apprendista stregone” e “Lo schiaccianoci”, l’Autore ti lascia due tesori preziosi: la prima una dettagliata scheda musicale del brano con tutte le informazioni, che delizierebbero il più raffinato palato erudito, e una esaustiva scheda biografica dei compositori selezionati in questa raccolta. Allora, che ne dici? Ti va di compiere questo straordinario viaggio attraverso le composizioni musicali? I libri che ti permetteranno di farlo aspettano solo che tu li apra, per sprigionare davanti ai tuoi occhi le meraviglie che riposano nei loro scrigni immortali.