Dina Duma è il volto del cinema contemporaneo Macedone

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Dina Duma (30 anni) è il nuovo nome del cinema contemporaneo Macedone salito alla ribalta negli ultimi tre anni.

Conseguita la laurea presso l’Università delle arti drammaturgiche e cinematografiche, ha da subito iniziato coraggiosamente a camminare sulla strada della settima arte: la cinematografia. Fa i suoi primi passi con alcuni cortometraggi prodotti con propria sceneggiatura (“Arrivano dal centro del mondo”, “Senz’amore” e “Elena”). Si tratta di storie vere che essa trasmette con immagini e colloqui che vi proiettano subito all’interno del corto obbligandovi a riflettere e a rimuginarci sopra.

Grazie al suo primo film a lungo metraggio, promosso il 16 dicembre di quest’anno, ha ottenuto il riconoscimento di migliore regia al Festival cinematografico a Karlovy Vary (Repubblica Ceca). E’ un fatto importantissimo per supportare l’intero tema del film che punta (grazie alle buone valutazioni della critica cinematografica locale ed internazionale) ad essere presentato come candidato per il prossimo “Oscar”– 2022, e non senza ragione.

Una storia vera, vissuta dalla regista e sceneggiatrice stessa, Dina Duma, nella sua prima giovinezza, ovvero negli anni cruciali per la formazione, quando si cresce ancora fino ad arrivare all’orlo della maturazione.

Mette in luce l’esperienza che era rimasta incastrata nella sua anima. L’obiettivo è sottoporla davanti ad un pubblico più largo e poter rispondere alle domande che si era posta allora. Domande alle quali riuscirà a dare le risposte giuste solo dopo gli studi, quando decise di diffondere l’intera storia sulla pellicola cinematografica. Con grande successo l’artista ci racconta gli eventi inquietanti nella sua coscienza come fatti che dovrebbero aprire un dibattito molto più esteso. Una testimonianza della giovane generazione che talvolta agisce in modo automatico, senza pensare troppo alle conseguenze di quei quasi “giochi” moderni e giovanili.

Uno scherzo, un gioco, una burla che invece di portare ad un stato catartico, conduce verso un grande psicodramma che andrà forse a segnare lo sviluppo dell’intera sua generazione che sta crescendo e che deve continuare a vivere una vita normale.

Il film è Intitolato come “Sorelle Sisterhood“titolo internazionale). Un atto ispirato da una invidia giovanile creerebbe le radici di una grande tragedia dalla quale non riuscirebbero a tirarsi fuori perché decise a tacere dell’evento cruciale. Non raccontare a nessuno cos’è veramente successo continuerà a mordere loro anime giovanili fino a….quando?

La risposta non è semplice, ma l’intero evento invita tutti gli spettatori ad aprire bene gli occhi per capire che con il silenzio non si può risolvere un problema ma è necessario comunicare apertamente con i propri figli e con i loro compagni di scuola. La verità deve essere svelata per diventare una ammonizione, un avviso per fare in modo che certe situazioni non si ripetano mai più. Con questo approccio molto serio nell’elaborazione del tema scelto, Dina Duma ci mostra che cammina in maniera sempre più stabile sulla strada una volta scelta e da cui non uscirà mai più.

Cinema contemporaneo macedone Dina Zuma@

L’arte in genere porta in se quella magia. Questo vale anche per l’arte cinematografica. Una volta entrata nella magia vissuta e assaggiata con creazione di qualcosa che è suo proprio modo di espressione, e attraverso qualle sarà riconosciuta, non vorra mai più abbandonare quel attimo maggico di cui e per cui si vive.

Dina Duma ci ha mostrato in un modo molto maturo e persuasivo quello che è capace di fare, ovvero di dare luce ad una opera che andrà ad essere la carta d’identità creativa.

La psicodramma si segue tutto in un fiato fiato, senza nessun sforzo. Vivrete, infatti, insieme alle “Sorelle” Maja e Jana (interpretate da due giovanissime attrici Mia Ziro e Antonija Belazelkoska) e a tutti gli altri attori della squadra affiatata creata in maniera molto riuscita.

Per gli appassionati di cinema questo film rappresenta una bella fuga dagli eventi quotidiani con cui ci bombardano ogni giorno senza mezze misure.

Per questa fascia di adolescenti (studenti della medie) del mondo intero è un avviso, una istruzione su come devono agire per evitare eventi indesiderati dai quali forse non riuscirebbero mai scappare/salvarsi se non liberandosi in un modo concreto: condividendoli o creando come ha fatto Dina Duma.

L’artista è riuscita a liberarsi da quell’evento tragico vissuto nella sua propria giovinezza girando questo straordinario film che vi piacerà anche come evento visivo realizzato dal giovane regista Naum Doksevski.

“Sorelle” secondo i critici cinematografici, potrebbe diventare un “manuale audio-visivo per l’educazione”, veicolando il messaggio che la contemporaneità molto spesso fallisce anche nel campo educativo. Diventa un tema su cui riflettere nel mondo scolastico, cosi come all’interno dello Stato che è ispiratore della politica educativa, ma innanzi tutto dai genitori che hanno figli che sono nella fase di crescità e maturazione.

Un film raccomandato a tutti quelli che vogliono andare in avanti nella vita in un modo molto più elevato e meditato senza creare problemi né a se stessi, né agli altri.