Il colore dell’inchiostro

Lo chiamavano petricore, credo... insomma la classica quiete prma della tempesta.

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-La stanza puzzava ancora di fumo.
Odiavo quell’odore.
Mi ricordai dei brutti momenti della mia vita. Anche se, questa volta non era certamente diverso.

Fuori il cielo era grigio e l’aria sapeva quasi di aglio, come l’odore della terra bagnata. Lo chiamavano petricore, credo…

insomma la classica quiete prma della tempesta.

Non volevo stare a casa, chiusa nella mia stanza, volevo uscire, uscire nonostante la pioggia imminente. Così mi vestii velocemente e mi legai i capelli.
Camminai molto quel giorno, e come avevo previsto iniziò a piovere. Non mi importava, un raffreddore non avrebbe di certo aggravare la situazione.

Improvvisamente mi fermai, non so se per caso o per destino, ma ero ferma. Ferma davanti all’ultima cosa che volevo vedere in quel momento. Quel luogo.

Eravamo lì l’ultima volta, solo io e lui.
aEravamo ubriachi, ma comunque innamorati.
Eravamo seduti lì su quel muretto.

A guardalo meglio non era la muraglia che ricordavo, ma lì sopra c’erano ancora i cocci aguzzi delle bottiglie di birra che avevamo rotto.

Scoppiai a piangere.

Tutto mi ricordava lui.
Tutto era grigio, come i suoi capelli, come il suo fumo e come i suoi sogni.
Ma ora invece, è tutto nero

Il colore dell’inchiostro – Di T o n y a