Il Commissario ONU ci bacchetta

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Il commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet, come la sinistra italiana, non cita le violenze dei migranti sulle donne, non mette in evidenza il degrado che imperversa nel territorio, la delinquenza di costoro, lo spaccio di sostanze stupefacenti che intraprendono, l’attività di sfruttamento che mettono in atto con i loro stessi connazionali, la loro entrata a far parte di associazioni criminali italiane, il loro lo sfruttamento nei campi da parte sempre di italiani, e del business delle coop.

Perché il Commissario ONU ci bacchetta?

Tutto si concentra solo sul presunto razzismo degli italiani, degli atti di violenza sugli africani, senza tenere conto che le loro violenze sono ad un punteggio pari a 1 a 40 a loro favore e contro gl’italiani.

La situazione è più eclatante che mai, e anche al livello europeo il disagio dell’accoglienza selvaggia mostra i suoi malumori. Tutto punta su un chiaro fallimento delle politiche di un’accoglienza più commerciali che umanitarie e dell’esistenza di un potere occulto, quello delle istituzioni nazionali e internazionali che continuano a voler imporre all’Europa e soprattutto all’Italia, l’accoglienza, che ha tutto le sembianze di una chiara invasione islamica progettata a priori.

IL COMMISSARIO ONU CI BACCHETTA di Nico Colani

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright