Il film preferito di Maria Lai in questo tempo slabbrato.

87

Sabato 19 febbraio, tempo slabbrato, tempo ancora più confuso, ora si chiama era Draghi con le varianti, mi regalo una giornata al femminile con Pietra, la donna di via Margutta, che tiene anti fili per comprendere l’arte di Maria Lai, ma è anche testimone attiva di quello che si agita nell’arte contemporanea.

Giornata al femminile, densa e particolare.

Evidentemente ha capito che sono disorientata, mi viene incontro a Piazza di Spagna, calma non che non sappia andare a Via Margutta, ma perdermi all’interno del meraviglioso condominio degli artisti. Ogni volta che entro dentro casa di Pietra vengo rapita da qualcosa, ogni oggetto sprigiona arte. Ogni cosa che ti viene incontro ha il suo perché, la sua anima. In questi giorni è scoppiata una querelle dolorosa sull’eredità di Maria Lai, ma abbiamo deciso di non parlarne. Sono molto triste in questo periodo, Covid ha portato via un mio amico, ma attorno in pochi giorni un incidente stradale, un’altra malattia mi hanno strappato affetti. Contemporaneamente la donna che abita dentro di me mi rimprovera spesso.

Pietra ha scritto un ricordo molto bello su Maria Lai, un ricordo che tiene cartaceo, scritto sui fogli di carta con la penna, ci sono anche delle cancellature. Meriterebbe di essere pubblicato, ma Pietra è una persona “umile”, in trincea, non sono una critica d’arte.

Nel ricordo si parla di un film “Le scarpe d’oro“. A Maria Lai piaceva questo film e l’avevano visto insieme.

Si parla tanto, mi offre tanti nuovi incipit di ricerca per muovermi nell’infinito mondo di Maria Lai. Igni tanto un “questo non lo scrivere” appartiene al “privatissimo”. Giornata intensa romana dopo Pietra, che meriterebbe un romanzo. Domenica sera sola con la donna che abita dentro di me vado alla scoperta del film. un film del 1995, genere drammatico sentimentale, il top per chi al posto delle farfalle allo stomaco ha i crampi. Ogni mattina a Bruxelles l’orfano Harry per andare a lavare i piatti prende un tram guidato da Jeanne, che casualmente abita nello stesso edificio, lei è estroversa ed allegra, lui è timido e goffo, con un trauma alle spalle che gli impedisce di dire “ti amo”. Si attraggono e si respingono. Cosa aveva attratto Maria Lai ??? Il dramma dell’incomunicabilità tra due persone, variamente provate dalla vita, che non vogliono più concedersi sdolcinature e sentimentalismi.

Scarpe come maledizione per chi le indossa.

I dolori possono essere immensi, se inciampano sui dolori altrui e allora comincio ad avvolgere i fili della sua vita di dolori intimi, mentre trova sollievo dando voce all’arte dentro di lei. Corro in rete a cercare altre interviste a Maria Lai e mi arrivano i frammenti di un suo discorso amoroso. E’ facile sentirsi esclusi, mentre si crea, l’altro da te si sente solo. Ma l’arte ha bisogno dell’io silenzioso, che elabora. Non frugare nel privato. Maria Lai ha amato, ma ha protetto i suoi amori dalla curiosità morbosa, certamente troverai nelle sue opere anche i frammenti del suo discorso amoroso. Flash a casa di Pietra ho mangiato su una tovaglietta disegnata da Maria Lai, solo ora realizzo che la capretta sembra avere il cervello con una nuvoletta, chissà cosa attraversa quella nuvoletta. Se hai voglia di far scendere delle lacrime come mine vaganti cerca il film.