Il mistero delle ossa di Dante Alighieri a Ravenna

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Ravenna non possiede soltanto degli splenditi tesori artistici, ma è anche custode della memori di chi ha regalato alla nostra letteratura una vera e propria meraviglia artistico-culturale; infatti a Ravenna è sepolto il poeta Dante Alighieri.

È proprio a Ravenna in cui Dante ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, morendo nel 1131. E oggi si vede sepolto all’interno di una struttura realizzata sul finire del Settecento, che ha sostituito una precedente tomba Quattrocentesca. I cittadini di Ravenna non hanno mai voluto vedere questi resti del poeta e intorno a questa disputa delle ossa di Dante Alighieri, si è accesa nel corso dei secoli una vicenda a dir poco romanzesca.

Le ossa di Dante Alighieri furono nascoste, per impedire che venissero trafugate dai fiorentini.

In effetti nel Cinquecento venne una delegazione Fiorentina per portare via da lì le ossa di Dante.
Il Papa uno della famiglia dei Medici, dette l’autorizzazione per trasferire queste spoglie di Dante da Ravenna a Firenze.

Ma quando arrivò la delegazione e aprí il sarcofago, era vuoto e dentro non c’erano le ossa. Nel frattempo infatti, i frati francescani avevano realizzato un buco dietro il muro per portare via le ossa e nasconderle, queste ossa sono rimaste nascoste per tre secoli e mezzo.
Solo i frati sapevano dove si trovavano, poi dopo lunghi anni sono state ritrovate.

I frati francescani avevano custodito le ossa portandole via dal sarcofago per proteggerle. Agli inizi dell’Ottocento con l’arrivo delle truppe napoleoniche, proprio per proteggere queste ossa; le hanno ulteriormente nascoste nel punto di una parte murata. Da quel momento con la scoperta della cassetta, le ossa sono state ricollocate all’interno del sarcofago; dove si trovano tutt’ora tranne nella Seconda guerra Mondiale, per proteggerla dai bombardamenti.

Queste ossa sono state posizionate sotto un accumulo di terra ricoperto da un’edera, per poi essere definitivamente rimesso all’interno del sarcofago.