Un giorno molto tempo fa quando ero ragazzo, mentre stavo seduto su un muretto, arrivò un giovane più grande di me e si sedette quasi accanto a me.  Dopo qualche minuto, iniziò a parlare di cose senza un senso, variando gli argomenti sulla vita e sulla sua esistenza e il mondo che non capiva la via giusta.

Ascoltavo quella voce biascicante senza dire nulla. Ad un certo punto, dalla sua sacca tirò fuori un sacchettino e degli strumenti. Lo guardai lavorare, come se tutto quello che stava facendo rientrasse nella normalità. Quando però tirò dentro la siringa tutto il suo preparato, rimasi turbato soprattutto all’idea di essere coinvolto nelle sue azioni.

Il tipo mi chiese se gradivo, e al mio rifiuto si mise a ridere dicendomi che facevo parte di quelle persone bigotte e retrograde che non capivano nulla della vita. Continuò con altre parole che oggi non ricordo più, poi,  sbattendo la testa, mi disse:

“ ricordati che con questa conquisti il mondo e sarà il sesso del futuro”.

Dopo un po’ se ne andò; il giorno dopo avevo dimenticato quello che accadde perché la sua realtà non faceva  parte della mia vita. Dopo pochi anni venni a sapere che morì con una siringa nel braccio. Pace all’anima sua; aveva sbagliato tutti i suoi concetti.

Passarono molti anni e la mia vita continuò in modo regolare, come tanti giovani che dopo gli studi si inseriscono nel mondo del lavoro, una vita che forse adesso può sembrare retrograda, ma procedeva con il lavoro, la famiglia, le serate con gli amici e la ragazza. Una sera di un giorno settimanale, con un mio amico decidemmo di andare a mangiare una pizza e bere una buona birra.

Ci sedemmo ad un tavolo e vicino a noi vi erano quattro persone, apparentemente di sesso maschile, di età diverse, dai 25 ai 35. Erano curiosi e ci guardavano; eravamo indubbiamente dei bei ragazzi, tutti e due alti, fisicamente atletici e puliti. Quando ci accorgemmo delle loro attenzioni,  ci guardammo in faccia sorridendo, attenti a non guardarli direttamente per evitare fraintendimenti, dato che sia io è il mio amico siamo tuttora eterosessuali convinti.

La serata continuò, e come tutti gli amici di giovane età  si iniziò a parlare di auto e di ragazze.

Arrivarono le pizze per noi e per il tavolo accanto. Ogni tanto i quattro tipi cercavano di attirare la nostra attenzione con qualche gridolino che una signorina vera non sarebbe stata capace di farlo in quel modo. Noi continuavamo tranquillamente la serata, ma ogni tanto davamo uno sguardo quando con i loro discorsi, facevano allusioni velate dirette a noi.

Sorridevamo e facevamo finta di nulla, dopo tutto erano allegri e non offensivi, e anche se cercavano di attirare la nostra attenzione non erano fastidiosi, ma piuttosto divertenti.

La serata continuò e le nostre pizze erano state divorate. A 26 anni avremmo mangiato anche i tavolini.  Certo, si capiva che la nostra fisicità faceva gola, ma purtroppo per loro, come si dice: non c’era trippa per  gatti.

Dopo la pizza finimmo le nostre birre aspettando che la ragazza dei tavoli venisse a chiederci se gradivamo  il dolce. I  quattro tipi si erano rassegnati, ma ad un certo punto forse per farci sentire come dei sempliciotti che non conoscevano la vita, il più grande di loro, un tipo con i capelli lunghi tirati indietro con una camicetta bianca larga, piuttosto femminile, prese un bicchiere e invitò i suoi amici ad un brindisi, probabilmente diretto a noi. Con il bicchiere in alto disse in modo poco delicato:

“brindiamo al culo che sarà il sesso del 2000, peccato per chi non lo capisce.”

Sorridemmo assieme alla ragazza che prese la nostra ordinazione dei dolci, una moretta veramente graziosa che  iniziammo a corteggiare educatamente. Sorridendo  disse che le dispiaceva ma era fidanzata e noi sempre scherzando, ci proponemmo nel caso avesse dei ripensamenti in merito.  Sorridendo  si congedò, ma dal tavolo accanto si sentì una vocina  dire che i gusti son gusti e peggio per noi che non sapevamo cosa  ci avremmo perso. Ridemmo alla battuta e ci guardammo con lo stesso pensiero: la ragazza della pizzeria.

Passarono ancora degli anni e ci ritroviamo negli anni 2000,  di preciso nel 2019, e mi venne in mente l’episodio del tossico che mi disse che l’eroina era il sesso del futuro e  morì con una siringa nelle braccia, e mi vennero in mente anche i quattro tipi della pizzeria che dissero che il culo sarà il sesso del 2000.

In un certo senso il tipo della pizzeria quasi ci azzeccò, visto che siamo arrivati ad un punto che la casta di cui fa parte questo personaggio vuole imporsi discriminando la normalità; ma mi viene sempre in mente il povero tossico che morì con la siringa nel braccio.

Rimango sempre della tesi che ogni persona debba vivere come meglio crede; l’importante è non imporre le proprie tendenze come stanno facendo adesso.  Se queste tendenze però dovessero  prolificare, penso che come il povero tossico, questi personaggi non potranno portare avanti il mondo perché in un certo modo,  chiuderebbero  come quello con l’ago nel braccio, ovvero con qualcosa dentro che non è propriamente l’ago . . . il che, nel tempo, segnerebbe la fine della loro esistenza.

Come il disse il personaggio della pizzeria mentre prospettava il nuovo sesso del 2000,  la vita si fermerebbe proprio lì, dentro quello che definiscono sesso.

Per me, la vita è portata avanti da un uomo e una donna; tutto il resto è il nulla che oggi inizia e finisce con quel pezzettino di buio del nuovo sesso.

IL NUOVO SESSO DEL 2000 ? di  Nico Colani

ELABORA . PENSIERI: http://elaborapensieri.altervista.org

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright