Il portale del tempo

383

Oggi è lunedì 24 Novembre 2020. Ci ho messo parecchio tempo, ma sono riuscito a decifrarla. Lo sapevo che mi avrebbe portato in un posto del genere, dove il mio lavoro sarebbe dovuto iniziare da capo. Ho tradotto la mappa che ha trovato Ricky ed ora mi ritrovo in procinto di un bosco, al punto di partenza, a cercare di capire che cosa ci faccio in questo luogo. Fa freddo, sono circa le quattro e mezza del pomeriggio e tra un’oretta sarà calato il sole. Sono un testardo, ma questo posto mi è famigliare. Non me ne vado, è magnifico, mi affascina. Probabilmente quelle mura appartenevano a un vecchio monastero risalente al 1200 o giù di lì.

Mi abbottono il cappotto, mi sistemo la sciarpa e faccio due passi, fino a quando sento il cellulare vibrare, nella tasca posteriore del jeans.

Lo prendo e osservo il display: è mia moglie.

“Torno per cena, sto controllando una cosa su di una ricerca…si esatto, quella mappa antica…no, non è una cazzata, io devo solo cap…va bene, senti, arrivo, ci vediamo tra poco”.

Faccio per riporre il telefono, ma mi cade a terra ed è proprio nel momento in cui mi chino a raccoglierlo, che un riflesso attrae la mia attenzione su di una pietra assai strana, su di essa c’è inciso qualcosa. La spolvero con la mano ma quando la tocco avverto delle sensazioni. Non ho capito fin da subito cosa, ma qualcosa nell’aria, è diverso. Mi guardo intorno, mi accorgo di un’arcata in pietra e socchiudo gli occhi per mettere a fuoco. E’ tutto offuscato, come se ci fosse della nebbia, ma non può essere. Appoggio la pietra in terra con delicatezza, mi avvicino all’arcata, con una mano tocco quell’aria densa e sento come un brivido nella schiena. Non c’è porta né ostacoli, è solo aria. Decido di oltrepassarla e il mio stato d’animo cambia.

Ho paura.

Mi volto di scatto, l’arcata di pietra del vecchio monastero non c’è più, ma l’aria è ancora densa in quel punto, così decido di tornare indietro. Sono al punto di partenza, guardo l’orologio, sono le 16:30 spaccate e il vecchio monastero è di nuovo dinnanzi a me, accanto al bosco. Ho capito tutto, voglio assolutamente tornare dall’altra parte, dunque lo faccio all’istante. Basta un passo e sono dall’altra sponda di quella nube spessa e oleosa. Non so dove mi trovo ma ho la consapevolezza di essere molto lontano da casa. Provo angoscia e il cuore mi batte forte, sto sudando. Prendo il telefono, non c’è campo. Attivo la modalità “macchina fotografica” e faccio qualche passo, voltandomi talvolta verso quel tunnel che mi ha portato fin qui. Voglio essere certo di non perdere la strada di casa.

Intorno a me ci sono solo alberi, ma trovo un sentiero.

Sento dei passi, mi nascondo dietro a un cespuglio, un cavallo al galoppo mi sfreccia a un metro dalla mia faccia, lo osservo mentre si allontana, sento l’odore che ha lasciato sulla strada, ma non era un cavallo e basta, quello era un cavaliere in sella al suo destriero. Si, un cavaliere! Mi scende una lacrima, sono emozionato, l’adrenalina è a mille, lo devo dire a mia moglie e devo assolutamente chiamare Ricky. Non ho fatto neanche una foto, che idiota.

Guardo verso il portale che ormai posso chiamare così e mi accingo a raggiungerlo, quando quel forte odore di cavallo misto a terra mi porta ad annusare l’aria intensamente.

E’ bellissimo, ho studiato la storia una vita ed ora mi ritrovo a viverla? Non posso crederci, devo attrezzarmi, devo tornare con Ricky. Altri cavalieri vengono verso di me. Corro e mi tuffo letteralmente nel portale fino a rotolare su un prato, mi guarda intorno e spalando gli occhi, c’è il monastero. Sono a casa. Guarda l’orologio, sono ancora le 16:30 spaccate, sono tornato indietro nel tempo per ben due volte. Faccio per cercare il cellulare nelle tasche, ma non c’è. Che stupido, lo avevo in mano, lo devo aver perso nella corsa. Domani tornerò a prenderlo. Inizia un’avventura che cambierà per sempre la mia vita. Ho scoperto un mondo parallelo. Chiudo gli occhi.

“Grazie, Dio”.


Il portale del tempo

11 COMMENTS

  1. Bella storia. Mi ha fatta incuriosire. Sicuramente sarà l’inizio di un bel racconto. Ho già letto libri dell’autore Dario Rigliaco e so per certo che, da una mappa che porta ad un mondo parallelo, può tirar fuori una trama piena di colpi di scena usando tutta la sua fantasia… e ne ha da vendere!