Il Principe che vive lontano sette mari …

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Il Principe che vive lontano sette mari.

Sabaudia nel mese di Aprile ha un fascino speciale, veramente per CARLA questo luogo lo tiene tutto l’anno. Appena può fugge dalla città per ritirarsi tra le dune, sente l’eco delle pagine che sfoglia di quell’interminabile romanzo, che va componendo. I capitoli che si agitano sui fogli mettono continuamente in discussione il titolo del romanzo.

“Ipotesi di un amore…cronaca annunciata di un ‘eutanasia di un amore”.

In un laboratorio di scrittura creativa Lidia Ravera le disse ”Non si scrive mai una storia, quando si è innamorati e neanche quando ci si è appena lasciati. Nel primo caso il personaggio viene mitizzato, nel secondo caso diventa odioso. Bisogna aspettare per prendere le dovute distanze”.

Carla quando arriva corre subito a masticare la sabbia, arriva con un tormento di figure, vorrebbe rotolare dall’alto di una duna per seguire la storia che rotola. Ci vuole coraggio per decidere il titolo “CRONACA ANNUNCIATA DI UN’EUTANASIA DI UN AMORE”. Già chi stacca la spina? Nei momenti di lucidità estrema pensa “la spina la stacco io”. Cambio il numero del cellulare, lo blocco su messenger. Stavolta non mi trova, aveva detto stamattina a Luisa, alzandosi in quell’appartamento romano: “Non essere precipitosa, lo sai meglio di me che è fatto così.

Ti vuole bene. Non farti vedere piangere quando rientra. Domenica sera sapendo che eri in difficoltà, è corso da te “Carla con le lacrime agli occhi” Gli voglio un bene dell’anima, ma questa altalena è estenuante, passiamo delle giornate fantastiche in cui mi sento la regina. Poi si sveglia incazzato con l’universo e mi tratta male e contemporaneamente mi chiede scusa. Lasciarsi per un’altra donna, lasciarsi per dei motivi hai l’amaro in bocca, ma poi te ne fai una ragione.

Ci vuole coraggio a lasciare ” Il Principe che vive lontano sette mari “.

Mentre parlavano lui è rientrato con la copia del Manifesto come se avesse dimenticato che un’ora prima le aveva detto: “Voglio star solo”. Lei lo segue nella sua stanza, sul letto, lo zaino è pronto: “Io vado via”. “Lui”, ti accompagno. “Lei”vado con le mie gambe”. Lui “aspettami un attimo”. Si avviano verso la sua macchina, un silenzio glaciale, nonostante la primavera bussa sul calendario. Lei “devo comprare le sigarette e mi prendo un caffè. Non correre Carla”. La trascina in un parco romano della periferia, dove accanto c’è un locale che è l’epicentro della loro storia.

Carla realizza che neanche questa volta staccherà la spina. Nel mare di Sabaudia c’è un principe che vive lontano sette mari e tredici fiumi che vorrebbe vivere tranquillo, ma il mare di Sabaudia è spesso agitato. Ci sono delle onde e dei cavalloni di un mare in tempesta, poi ci sono delle mattine che il mare è calmo come una tavola. Con il mare calmo Carla si spinge temeraria al largo, con il mare in tempesta cammina ai piedi nudi sulla sabbia. Forse un giorno riuscirà a navigare i sette mari sconosciuti dove abita il principe. Su Messenger: “un sorriso, abbi cura di te”. Una voce “Mi racconti quando PASOLINI veniva a Sabaudia, Moravia giocava con il suo cane Pallocco, Dacia scriveva.

Carla si gira “Ipotesi di un amore”. Lui la guarda: “Avevi lasciato a Roma le pagine più belle di questo romanzo…”. Carla, il mare di Sabaudia è bipolare, un giorno tempesta, un giorno quiete.

Il Principe che vive lontano sette mari. – di Fausta l’Insognata Dumano