Il tempo passava

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Il tempo passava, e lʼoscurità sottraeva le creature terrene dalle loro tribolazioni; e solo io mi preparavo ad affrontare il travaglio così del viaggiare e così del dolore, che riporterà la mia infallibile memoria.

O Muse, o grande talento poetico, ora ispiratemi; o memoria che conservasti ciò che io vidi, in tal caso si dimostrerà il tuo valore.
Io dissi: “Virgilio, valuta la mia capacità se essa è idonea, prima che tu mi faccia sostenere lʼardua prova. Tu dici che Enea, ancora vivo, discese allʼInferno, e accadde nella pienezza dei sensi. Perciò, se Dio fu generoso con lui, riflettendo sullo straordinario risultato conseguito dalla sua azione, nella sua sostanza e per le sue qualità personali, non sembra fuori luogo al saggio; poiché egli prescelto nellʼEmpireo come progenitore dellʼeccelsa Roma e del suo Impero: la quale e il quale, a voler dire la verità, furono designati a sede del loro pontificato.

“Con questo viaggio per cui tu lo esalti, apprese cose che causarono la sua vittoria fino allʼavvento dellʼautorità papale. Vi si recò poi san Paolo, per trarne lo stimolo giusto a ricevere in sé e poi a diffondere la fede cristiana. Ma io, perché dovrei seguirti? o chi lo consente? Io non sono Enea, né sono san Paolo: che io meriti ciò né io né altri lo pensa. Per la qual cosa, se io mi lascio convincere a seguirti, temo che venire sia un azzardo. Sei saggio; comprendi meglio di me quel che non riesco a esprimere”.

Da LA STRADA DEI DANNATI
PARAFRASANDO LʼINFERNO DANTESCO
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Carlo Rocchi

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