Perché nessun inchino per i carabinieri uccisi?

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L’importanza dell’inchino … Prima di venire al mio pensiero vorrei precisare che sono contro l’omicidio di George Floyd verosimilmente perpetrato gratuitamente e che si doveva evitare. Ma veniamo al pensiero.

Quello che è successo negli U.S.A. sono scontri razziali che sono nell’indole degli americani. Che l’America sia o no razzista, che abbiano o meno i loro motivi per insorgere, che ci sia un grande criminalità nella comunità di colore, non spetta a noi rivendicare i diritti degli altri in un paese che non è il nostro e in una realtà ben diversa dalla nostra. Indignarsi per l’uccisione insensata di un cittadino di qualsiasi paese, razza o colore, certo, ma andare oltre, come posare inginocchio in parlamento davanti ad una telecamera, è sciocco e semplicemente fatto solo per attirare l’attenzione e ottenere il consenso.

Eh sì, tutto gira intorno all’immagine, al benedetto consensus del popolo, quel nuovo popolo di colore che si trova in Italia, e che dopo essere diventato improvvisamente accolto e regolarizzato rappresenterà tanti voti, e tante poltrone.

Le paternali della sinistra e dell’inutile ANPI, le sfilate contro un inesistente razzismo o fascismo italiano, sono davvero delle retoriche frivole e superflue che evidenziano una ideologia forzata che non ha mai portato a nessun miglioramento per la nostra società semplicemente perché riposano solo nella mente di chi la porta avanti.

Stiamo assistendo alla devastazione dei nostri Valori e delle nostre Tradizioni.

A causa di queste idee globalizzate, prevalgono solo le lotte gender, l’utero in affitto, le droghe libere, l’accantonamento della famiglia, e la Boldrini, la quale con la Sinistra e una parte di popolo lobotomizzato, si inginocchiano per George Floyd, e contro un presunto atto di razzismo. Il vero scandalo, (e ne sono sicuro) è che a loro non interessa di costui, e forse sono più indignato io che tutti i sinistrati e il popolino che è sceso in piazza. Il politico sbandiera il razzismo per scopi politici, il popolino sono una parte dei centri sociali e l’altra fazione è null’altra una parte di giovani radical-chic tutti sbrindellati, ma con paparino carico di denari.

Vorrei ricordare che in questi ultimi anni sono morti degli esponenti delle forze dell’ordine e non si è visto nessuno inginocchiarsi. Anzi rammentiamo che non si è visto nessun inchino per Pamela e Desirée.

Per questo trovo difficile capire perché si deve creare un’icona di un personaggio che non fa parte della nostra realtà. Posso capire l’indignazione, ma non posso capire perché si ignorano le vittime italiane, a meno che questo sia la prova che fondamentalmente, la Sinistra e chi ci governa non si identifica più con gl’italiani.

Ribadisco che sono contrario agli omicidi gratuiti, come del resto si è potuto constatare dai video, ma non posso accettare che si ignorino le vittime italiane e che si strumentalizzi una causa politica estranea alla nostra realtà per mettersi in vista, per ottenere consensi, per usare come scusa per manifestare, per sviare l’attenzione dalle problematiche economiche che i cittadini italiani stanno vivendo in questo momento, o peggio ancora, per portare avanti le demenziali proposte di eliminare anche la statua di Indro Montanelli per onorare la morte di George Floyd. Tutto questo è solo propaganda; a loro nulla interessa di George Floyd.

Questo è il risultato di una politica ideologica fallita e di una massa che va avanti in modo automatico senza sapere cosa fanno e in che mondo stanno.

L’INCHINO di Nico Colani

ELABORA . PENSIERI: http://elaborapensieri.altervista.org

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Nico Colani nativo di Genova. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright