Io e Elena

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Io ed ELENA di Donatella Busini con Mauro TOSCANELLI e Bruno Petrosino.

Una scelta coraggiosa piena di colpi di scena che affronta la diversa solitudine di due donne, legate da un rapporto madre, figlia. La solitudine e la mancanza dell’amore che porta a vivere una vita violenta, cupa, esasperata. Solo certi amori possono … Questo rapporto è narrato in un contesto surreale, in cui aleggia come un fantasma Blanche, che si insinua nelle parole e nelle azioni. Coraggiosa la scelta di affrontare questo tema, apparentemente è la figlia ad avere difficoltà di relazione, a essere rinchiusa in un ospedale psichiatrico, entra ed esce dalle strutture. La figlia ha uno scopo, un fine particolare, proteggere la madre dalle relazioni tossiche in cui cade in trappola. In una scena gli attori sono due, una coppia che realizzi da subito l’intensa ed il coinvolgimento, ma di fatto attorno a loro ruota sempre un terzo personaggio, lo senti nei loro discorsi.

La madre abbandonata dal primo amore Robert, la figlia entra ed esce dalla clinica psichiatrica, Blanche, l’amica immaginaria. La mamma ama la figlia, la ama tanto da sentirla un peso, sta invecchiando, si sente sola e si agita cercando amori nelle chat, andando incontri a delusioni su delusioni. Un ‘attrice decaduta fregata dalla maternità ? Per non parlare poi di Filippo. Ogni incontro è un disastro. La figlia non vuole crescere, vuole rimanere bambina, sentirsi nel ventre della mamma e nello stesso tempo vuole proteggerla. Una locandina di epoca « Un tram che si chiama Desiderio » fa da cornice, vai a scoprire la storia per entrare meglio dentro a questo rapporto. Una storia, dicevamo, piena di colpi di scena, nonostante il loro rapporto conflittuale a sorpresa riusciranno ad amarsi, come non posso dirlo, corri al teatro a vedere « Io e Elena ». Ovviamente mi sono innamorata di questo testo per come è realizzato.