L’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù.

I politici non hanno mai smesso di rubare; hanno solo smesso di vergognarsi

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Chi è François de La Rochefoucauld, autore dell’aforisma ripreso nel titolo, e perché ne vogliamo parlare?

A citarlo, recentemente, è stato Piercamillo Davigo, uscito alla ribalta negli ultimi giorni per le sue parole di accusa nei confronti della politica italiana. Il consigliere presso la Cassazione, nonché nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati, ha riportato in auge uno dei tempi più scottanti. Mettendo da parte le discussioni sul calcio, penso che la politica e la sua corruttibilità siano tra i temi più chiacchierati dagli italiani. Ne parliamo nei bar, la domenica in famiglia o nelle pause caffè al lavoro.

Ecco, non c’è nulla di nuovo, ancora una volta. Lo scontro tra accusatori e avvocati della politica è una battaglia probabilmente persa in partenza che si concluderà con un’assoluzione per prescrizione. Proprio per questo ci viene in aiuto la parola ipocrisia. Perché se ne parla nuovamente? Esiste veramente qualcuno interessato a cambiare le cose? A partire da noi italiani che, dal basso, raccogliamo, nel bene e nel male, quello che la politica e tutto il sistema ci lascia in eredità.

“I politici non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi“.

Questa frase, detta dallo stesso Davigo, rappresenta in parte la fotografia di quello che succede ogni nel nostro “bel paese”. Tutti quanti abbiamo smesso di vergognarci per le nostre marachelle. L’ipocrisia si è talmente adattata alle nostre tasche che, forse, non si prova più vergogna per gli atti non virtuosi commessi sia da noi stessi che dagli altri.

Si incastra a perfezione, in questo scenario, Monsieur François de La Rochefoucauld. Nel lontano 1600, mescolatosi agli intrighi di corte che, tra gli altri, interessavano il Cardinale Richelieu e i salotti di Madame de Sablé, con le sue Massime manifesta appieno il sentimento di delusione di chi rinuncia definitivamente alla politica e si dedica alla più comoda vita mondana. Proviamo anche noi italiani questo senso di delusione che ci porta a non fare più attenzione a quello che “combina” la politica?