Isole di Igor Traboni, un viaggiare nella poesia

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Tra gli scaffali delle librerie in attesa che Covid permetta il battesimo sgomita Isole di Igor TRABONI.

Opera poetica prima di uno che da sempre gioca abilmente con le parole. Fa un certo effetto per me scrivere di Igor TRABONI perché generalmente è lui che scrive di me. Giornalista professionista, da abusivo a caporedattore, ha fatto di tutto in un giornale. Scrive su quotidiani nazionali, riviste, testate on line. Ha anche un blog. Marito e papà, ha un sogno Frosinone capitale d’ Italia. Il suo mondo è ancora di due colori, rosso e nero.

Tutti quelli che si discostano dal suo pensiero sono “comunisti” e in giro ne vede tanti, ha creato persino un ossimoro i grullini comunisti.

Politicamente siamo come il cane e la gatta, ma siccome il cane e la gatta hanno delle passioni che li uniscono, la lettura e la scrittura, non potevo prendere la tastiera per narrare la sua prima opera. Non sono una critica letteraria, io sono una che narra le emozioni, quando legge un libro. E le poesie di Igor Traboni trasudano di emozioni. Gli spaghetti con il tonno pare sia la sua ricetta preferita, esperto nel passare il folletto e fedeltà assoluta alla squadra del Frosinone, la sua abilità dicevamo è la scrittura. Da sempre scrive poesie, spesso le affida alla sua pagina Facebook. Isole è la sua prima raccolta, un viaggio particolare, una mappa per orientarsi nello smarrimento. Isole però diventa per me un viaggio particolare, letto in un periodo in cui le frontiere si sta aprendo con mille interrogativi.

Prendi lo zaino virtuale e la prima tappa è il lago di Posta Fibreno, l’isolotto. Immagina di viaggiare in barca con Ulisse, che ti conduce a scavare nel dentro più intimo, tra ricordi, silenzio e solitudine.

LE ISOLE non sono vicine geograficamente, non sono raggruppate per nazioni, stati, si procede nel mare con un giro particolare. Nessun’isola è un’isola, sono capitoli di vita. Un viaggiare poetico, che si nutre di filosofia e psicoanalisi. Erede del verso libero di Pascoli, Igor Traboni gioca sapientemente con le consonanze e le assonanze, un intreccio di sinestesie e di metafore. Un libro di poesia, che dovrebbe a pieno titolo entrare nelle scuole.