I più calvi al mondo? Il paese che sopra ogni altro detiene il record del mondo, il guinness dei primati, per la percentuale più alta di cittadini calvi (o parzialmente calvi) è la Repubblica Ceca, in cui quasi un uomo su due è destinato inevitabilmente a perdere i capelli.

La vincitrice è poi seguita a ruota da altri sei nazioni, tra i quali l’Italia. E sì, parrebbe proprio che nel Bel Paese circa quattro persone su dieci soffrono di alopecia, a volte persino precoce, e non parliamo soltanto di individui di sesso maschile. Anche molte donne, di età avanzata, qua tendono a perdere parzialmente i capelli, nella zona delle tempie, come gli uomini, oppure a vederli gradualmente diradarsi.

Gli altri Stati dove l’alopecia androgenetica è particolarmente diffusa sono, poi, il Regno Unito, la Spagna, la Francia, la Germania e, naturalmente, gli Stati Uniti. Stiamo parlando, se ci hai fatto caso, della creme de la creme di tutto il “distretto” occidentale.

Guarda caso, a fare da contrappeso, i cinesi (popolo rappresentante e più numeroso dell’area orientale) sono quelli che perdono meno capelli in assoluto, con un numero di calvi che non arriva neppure a sfiorare il venti percento. Questa notizia interessante, a pensarci bene, si potrebbe ritenere anche bizzarra

Stiamo guardando due culture agli antipodi: una, quella occidentale, perde i capelli e l’altra, quella orientale, conserva una chioma folta. Che significa? C’è uno strano collegamento con lo stile di vita, l’ambiente, il clima o il cibo che si mangia? Vediamolo insieme.

Gli occidentali sono glabri? Tutta questione di geni

La maggior parte delle persone che si ritrovano glabre a un certo punto della loro vita non amano il loro aspetto e si sentono costantemente a disagio. Infatti cercano costantemente non tanto una ragione quanto una cura efficace e definitiva. Se anche tu ti trovi in questa situazione e sei interessato a saperne di più, vai al sito https://stefanorogora.it/.

Questo portale è un punto di riferimento per tutte quelle persone che sono interessate a tutte le varie possibilità per recuperare i capelli. Troverai infatti tutte le informazioni che riguardano la tricopigmentazione e il trapianto dei capelli.

Inoltre c è la sezione blog nella quale ci sono un sacco di articoli su questo argomento che sta a cuore a tante persone e sono declinati su vari livelli. Si parla sia dell’aspetto chirurgico ma anche dell’aspetto medico e legato alla salute e alla prevenzione. Un sito completo e che presenta il lavoro di Stefano Rogora, che da 10 anni è un punto fermo nel campo della tricologia.

Tornando all’argomento alopecia possiamo dire che la scienza ha fatto grandi passi avanti nello studio delle cause e sta ancora lavorando sui possibili rimedi.

Al momento sappiamo che sono due i fattori principali che influiscono sulla differente condizione di caucasici e asiatici: la genetica e un particolare enzima.

Per quanto riguarda i geni, questi pongono i cosiddetti “bianchi europei” in svantaggio. A quanto pare il dna inalterato di questi popoli, che non si sono spostati e diffusi poi molto nell’arco dei secoli e non si sono mischiati con altre etnie, ha fatto sì che la caratteristica della calvizie si mantenesse e si trasferisse di generazione in generazione.

D’altra parte, i cinesi sembrano avere un particolare enzima che interferisce con la caduta del capello, o meglio ne impedisce la caduta. Questo enzima si trova per la precisione nel bulbo pilifero dei capelli e ha una caratteristica particolare. Infatti riesce a convertire il testosterone in DHT.

Quest’ultimo poi andrà ad agire sul bulbo pilifero, riducendone le dimensioni e atrofizzandolo fino alla caduta dei capelli. Secondo alcuni studi nella razza asiatica questo enzima è meno attivo e quindi i cinesi soffrono meno per il problema della calvizie.

Poi altri aspetti che concorrono secondo questi studi a far si che i capelli dei cinesi cadano di meno riguarda la dieta che molti di loro seguono, a base di verdure e alghe