La befana nell’era digitale

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Qui nell’Era digitale,
può cambiare anche il Natale.
Papà twitta, Mamma chatta;
i nonni taggano e la zia fa selfie come una matta.
Ma una credenza popolare,
nei cuori di pochi ancora rimane.
Così un bambino chiede alla mamma:
“che succede, perché tutta questa calma?”.

La mamma risponde al figlio:

“va a dormire mio bel giglio,
tra poco è la tramontana,
tra poco arriva la Befana.
E’ un’anziana arzilla e fiera.
Centenaria, ma senza acciacchi né dentiera.
Su una scopa viaggia e va,
per campagne, borghi e città.
accontenta i bimbi buoni,
gli porta dolci, gioie e altri bei doni;
ma i monelli devono fare attenzione,
per loro conserva soltanto carbone.”

Ma il bambino risponde con cortesia:

“Mamma è solo una storia di fantasia.
E’ una leggenda metropolitana,
io non credo alla Befana.”
Così tutti vanno a dormire,
mentre il bimbo si continua a divertire:
computer, gameboy e videogiochi
film, serie TV e altri giochi;
ma la stanchezza non perdona
e tra le braccia di Morfeo si abbandona.

Un rumore tutto ad un tratto,
lo ridesta nel suo letto.
Scruta con l’occhio una figura,
è curioso non ha paura.
Osserva attentamente,
mentre ripete nella sua mente:
“Un’anziana con sottana,
scopa, scarpe rotte… sarà mica la Befana?”.

Quell’anziana riempie le calze con frenesia,
apre infine la finestra e vola via.
Il bambino poi si alza,
controlla nella sua calza.
C’è tanto carbone ma un dolcetto,
ad esso è allegato anche un biglietto:
“Caro bambino, leggi attentamente
Vivi con il cuore non solo con la mente.
Fiabe, leggende, miti possono andare
Anche da grande non li abbandonare.
Coltiva le tue creatività e passioni,
abbandona la tecnologia non le emozioni.”

Scritto alla fine del biglietto,
dalla Befana con Affetto.
Da quel giorno qualcosa era cambiato,
il bimbo della vita reale si era innamorato.