La Massa …

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La massa,  si la massa,  colpa anche di quella massa d’italiani che sposano le cause dei gay senza apparentemente esserlo e senza calcolare quanto costerà a tutti noi in contributi, che sono favorevoli e pietosi con quelle centinaia di migliaia di  profughi che dobbiamo mantenere al costo di togliere da mangiare ai nostri figli. Come essere  solidali con gente che ama e pensa che un popolo multirazziale sia una cosa giusta invece di pensare prima come aiutare questi popoli a diventare autonomi nella propria terra  e riacquistare la propria dignità?

Ma se non andiamo d’accordo con i vicini di casa e ci accoltelliamo per un posto di parcheggio o un posto al parlamento, come proporre l’integrazione felice e proficua di centinaia di migliaia di persone la cui invasione ci viene imposta, un’invasione che secondo i sinistroidi esiste solo nella testa di omofobi e razzisti?

Meditate… Meditate…

La massa di Nico Colani

Tratto da VALORI E TRADIZIONI Articoli, Esternazioni, e Commenti su un Mondo che Cambia di Andrea Donniaquio e Nico Colani

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright