La notte di San Giovanni

La notte di san Giovanni la luna si sposava col sole. Era la notte di san Giovanni, la notte dei sospiri, delle donne in cerca di amore.

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A Collepardo, in provincia di Frosinone, una notte tra il sacro e il profano: la notte di san Giovanni.

“Di’ PAZZO FOLLETTO, che avviene stanotte nel bosco? cosa è questo sogno di mezza estate verrebbe da domandare appena arrivi nel piazzale vicino la grotta dei bambocci. Su un palco trovi Federico Palladini e la sua band”.

La notte di san Giovanni la luna si sposava col sole. Era la notte di san Giovanni, la notte dei sospiri, delle donne in cerca di amore.

“Intanto non farti sfuggire alla chitarra Giovanni Margareci”. La notte dei viandanti, la notte dei sognatori. LA NOTTE DELLE REGINE, DELLE LORO CORONE DI FIORI. Un tempo la notte di san Giovanni le comari battezzavano i panni. Invocavano la fortuna per scacciare i malanni… Un must, il Palladini. Nella notte di san Giovanni pure l’amore sbocciava all’istante… Una notte in cui il borgo si popola fino all’inverosimile aspettando l’alba del giorno più lungo dell’anno. Per vivere la notte più corta, tra fuoco, acqua, fiori e danza.

6 Mesi dopo la nascita di Cristo, si celebra la nascita di San Giovanni. Nata da un’idea di Mario Sarandrea, ereditata dal figlio Marco, titolare dell’omonima erboristeria, sostenuta dal prof di filosofia Biagio Cacciola. Protagonista la pianta dell’artemisia, scopritene le qualità, con l’iberico, l’erba del santo o scacciadiavoli.

Un grande falò, il battesimo del compare, ognuno munito di un mazzo di fiori. La notte delle streghe, si balla per allontanare il male e far posto al bene, alla luce. Lancio liberatorio dell’iperico nel fuoco, dopo tre giri ballando… Balli sfrenati che riprendono la tradizione. Sul palco il Palladini canta “la notte di san Giovanni ho baciato Ninetta mia. Con i fiori fra i capelli, era bella come una dea. L’HO BACIATA in mezzo alle lucciole, al profumo della lavanda. Sotto il cielo dell’estate tutte le stelle meravigliate”. Attorno al fuoco si balla, sotto il palco una notte magica, dove realtà e leggende si fondono, una notte di misteri. Nel 1929 Gino Bonichi, detto Scipione, un futurista migliorò a Collepardo la sua precaria salute, chissà forse aveva scoperto la magia dell’erba…Durante la lunga notte è possibile visitare anche le grotte.