L’area archeologica di Tusculum (Roma)

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Il Parco  Archeologico di Tusculum

Come spesso accade nel nostro Paese, non è stato facile trovare subito l’area archeologica a causa dell’inesistente segnaletica che dovrebbe essere collocata nelle strade intorno alla zona, ovvero Monteporzio Catone, Frascati, Grottaferrata e Monte Compatri, paesi dell’area dei Castelli romani. Una volta imboccata la traversa giusta, ci si inerpica per una strada a tornanti, fino a giungere nelle adiacenze del sito, dove è necessario lasciare l’auto e proseguire a piedi. Lungo la salita è possibile ammirare un bellissimo panorama della zona circostante.

L’area di Tusculum appare subito ricca di fascino,  immersa nel verde, adagiata in cima a un colle che s’affaccia sulla Valle Latina, di origini vulcaniche,  omaggiando il prospiciente  Monte Albano, sacro ai Latini.

Le origini della città di Tusculum si perdono tra storia e leggenda: secondo Dionigi di Alicarnasso fu Telegono, figlio di Ulisse e Circe, a fondare la città, e per questo le mura della città vennero chiamate “telegonie”. I primi insediamenti umani risalgono al X sec a.C., mentre la città vera e propria venne fondata intorno al VIII sec a.C. Tusculum, dopo molti secoli in cui fu a volte amica a volte nemica di Roma, venne definitivamente resa municipium  nel 381 a.C.

La prima impressione, entrando nel l’area del sito, è quella di essere capitati in un luogo magico, in cui il tempo si è contratto, mostrando contemporaneamente più di periodo storico, testimoniato dalle costruzioni di varie e numerose epoche presenti in loco.

La prima evidenza archeologica che si può notare, sulla destra, è il Sacello di Mercurio, tempietto dedicato al dio del commercio (tra l’altro) nel I-II sec a.C.:  il punto era infatti crocevia di strade commerciali. Seguono i resti di un antico basamento arcaico, del VI-V sec a.C., probabilmente la base di un tempio, e quelli di una Basilica di epoca successiva.

In fondo troviamo l’evidenza più importante, il teatro romano, del I sec a.C., posto al centro del Foro: doveva essere di forte impatto visivo per tutti coloro che vi si recavano , soprattutto in età imperiale,  quando venne abbellito da portici, statue e strade basolate; poteva contenere 1500 spettatori. Tuttora d’estate vi si svolgono eventi e attività culturali.

In cima al teatro c’è una lapide in onore della regina Maria Cristina di Sardegna, del milleottocento: di nuovo, antico e moderno formano un affascinante mix.

Di fianco al teatro  c’è la Via Tecta, al momento chiusa al pubblico, che porta fino all’Acropoli, ove sorgeva il tempio dei Dioscuri, i poliadi della città.

Tornando indietro, verso l’ingresso, ci sono altri reperti che fanno capolino nella boscaglia: un terrazzamento, il quartiere medievale, una fontana arcaica; a seguire, i basamenti dell’abitato medievale e i sacella, risalenti al II-I sec, tra cui uno in cui c’è un’epigrafe a Ercole.

Usciti dall’area vera e propria, la passeggiata continua in un verde rigoglioso, fino a trovare la strada basolata , che appare e scompare nel suolo, circondata da ruderi di varie epoche.

In fondo, sulla destra,un’altra area è stata di recente recuperate nella zona precedentemente adibita a parcheggio: una villa romana del II sec d.C.

La zona è decaduta dopo la fine dell’Impero Romano: il suo magnifico foro, le  ville dei ricchi romani  in cerca di pace che circondavano l’area, tutto sparì logorato dall’abbandono e dall’incuria. In epoca medievale, nel X sec, l’area venne nuovamente abitata per qualche secolo.

Il sito è attualmente gestito da un’associazione culturale, ed è visitabile la domenica, d’estate anche il sabato, con un modesto biglietto d’ingresso.

Vale di certo la pena andare in un luogo così pieno di fascino, immerso nella natura.

Per maggiori info: http://www.tuscolo.org/Parco-archeologico.aspx

Alessandra Leonardi

Blog: Infiniti Universi Fantastici

Ph: Alessandra Leonardi e Salvatore Pomodoro

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