Le parole esplosive e la generosità di Ernesto Che Guevara

Viaggiamo per viaggiare.

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Il 9 Ottobre 1967 scompare Ernesto Che Guevara. Quasi come se fosse un obbligo propagandistico, o forse perchè la notizia genera utili e contatti su internet, tutte le testate nazionali si sono prodigate a parlare di lui.

Ma quanti veramente lo amano? E quanti sono quelli che lo odiano?

Uso il presente perchè Ernesto Che Guevara è l’esempio lampante di quello che si può definire mito. Ovvero colui che pur scomparendo rimane sempre con noi. Nonostante questo ritengo che la memoria di Ernesto sia stata fortemente perturbata ed alterata dalle convenienze politiche che, con atteggiamenti faziosi tipici del loro modo di essere, hanno cercato di tirare acqua al loro mulino. Non voglio però toccare temi politici per parlare di Ernesto Che Guevara. Tantomeno voglio annoiare raccontando quello che ha fatto politicamente o i fatti che invece lo ha portato alla morte.

Voglio ricordare Ernesto Che Guevara per come era da ragazzo. Quale fotografia migliore di una persona se non il proprio diario?

“LatinoAmericana” (Notad de viaje), scritto dallo stesso Ernesto da un lato, e “Un gitando sedentario” (Con el Che por America Latina) scritto dal suo compagno Alberto Granado. I diari della motocicletta. La maggior parte di noi conosce il film di Walter Salles più che i due diari sopracitati. Al di la del fatto che questo film rappresenta il sogno di tanti, me incluso, di viaggiare per tutto il SudAmerica (ed io sogno di farlo proprio in motocicletta), queste scene regalano l’immagine di come fosse realmente Ernesto.

Senza dilungarmi in commenti personali sul film, scelgo due caratteristiche che rappresentano le caratteristiche principali di quel ragazzo. Caratteri distintivi della sua personalità che non lo hanno abbandonato:

  1. l’incapacità di dire bugie che io trovo differente dall’essere onesti. Granado si arrabbiava nel vedere il compagno non seguire i suoi piani che prevedevano il raccontare piccole bugie. Ernesto era così. Le sue parole erano esplosive come quelle che mi hanno dato l’ispirazione a creare bombagiu. Perchè viaggiate?: “Viaggiamo per Viaggiare“… una risposta talmente vera che nella sua assurdità diventa esplosiva.
  2. La sua generosità. Ernesto era capace di dare tutto quello che aveva alle persone che avevano bisogno, al punto da mettere in pericolo la sua stessa esistenza. Nella scena del film sottostante lo vediamo regalare la sua coperta a chi aveva più bisogno di calore di lui. “E’ stata la notte più gelida della mia vita…”.

Onestà e generosità. Due caratteristiche che oggi fatico a trovare nella nostra classe politica. Proprio per questo motivo Ernesto non merita di essere mischiato con la politica.

Vi siete mai chiesti perchè ci sono delle persone che sono rimaste nella vostra memoria a lungo pur non avendo fatto nulla di particolare? Ecco se ci ripensate quelle persone sono rimaste con voi perchè vi hanno mostrato generosità e onestà gratuita.

Per questo Ernesto è rimasto un mito.