Lettera aperta a Matteo Salvini

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Egregio onorevole ministro Matteo Salvini,

probabilmente non leggerà mai queste mie righe, ma il mio essere nonché sentirmi italiano mi impone di scriverLe.

Benché io non sia stato un Suo elettore all’ultima tornata elettorale, sono un Suo convinto sostenitore e, per ciò che mi è concesso, strenuo ed agguerrito difensore. Questo perché da Lei mi sento altamente rappresentato ed in Lei ripongo tutte le speranze affinché incarni l’ultimo baluardo della sovranità nazionale, degli Italiani e dell’italianità.

Non l’ho votata perché non mi piaceva la coalizione, che obtorto collo doveva esserci, con la quale ha corso, ma l’ho apprezzata dal primissimo momento della gestione della crisi, appositamente creata dal prestanome del Kapo, dove ho visto all’opera l’unico politico degno di tale appellativo tra tanti mestieranti. E per questo ancora più apprezzabile.

Le scrivo per chiederLe di non mollare e di stare attento agli stessi ministri con cui ha firmato l’ormai famoso patto di governo che mai ho visto di buon occhio, ma l’ho ritenuto un male necessario anche quello. Anche quelli più vicini a Lei Le remano contro. Parlando o stando in silenzio.

Toninelli non mi è mai piaciuto, ultimamente ero meno guardingo verso di lui, ma l’ultimo caso della nave Diciotti mi ha confermato che ci avevo visto bene.

Non mi piace il ministro Trenta, le cui pregresse “gesta” sono tristemente note, ma sembra che sia velatamente recidiva in tal senso.

Non mi piace il silenzio in cui il vicepremier Di Maio si è rintanato, mentre annaspa, tentando di fare il Ministro del lavoro autopunendosi nonostante la folta schiera di consiglieri ed, ormai, in trepidante attesa che Di Battista lo venga a salvare.

Sostituendolo.

Deponendolo.

Citando il silenzio non posso non ricordare la Meloni, altra forza di quella che avrebbe dovuto essere la coalizione di governo e che anch’egli mi ha confermato la validità della mia scelta a non votarla.

Non mi piace il presidente della camera Roberto Fico, sempre più avulso dall’esecutivo tanto da essere un grillo più sparlante degli stessi 5 stelle.

Infine, non meno grave, il silenzio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte del quale non c’è traccia nella vicenda.

La prego, considerate le ragioni sopra esposte, convochi urgentemente un consiglio dei ministri con lo scopo di far rispettare, a chiunque occupi un posto nell’esecutivo, il patto sottoscritto. Quello che hanno repentinamente richiamato quando qualcuno aveva paventato solo l’ipotesi di richiesta di abrogazione della Legge Mancino.

Chieda per sé e per i suoi, e quindi anche per noi italiani che non si vergognano di essere tali, il ministero della Difesa: la Trenta vanifica il Suo lavoro e mira, mentre tenta di farLe perdere consensi, a fare ciò che ha sempre fatto. La “ministra” non vive di politica, Lei sì!

Non perda la pazienza: La stanno provocando affinché si apra una crisi di governo e, son certo, il presidente Mattarella tace perché già impegnato nelle consultazioni circa i nomi che formerebbero un eventuale governo tecnico, del presidente, di transizione, di tutto tranne che degli Italiani!

Confido nel Suo operato e faccia in modo tale da alzare sempre più polveroni perché le tv, i giornali ed i mezzi di comunicazione in mano sinistra, se non raccontano la totalità delle cose, sicuramente ne insabbiano la maggioranza. Distorcendo anche ciò che ne rimane.

Ormai questo governo si legge Salvini ed il perché è presto detto. Sono giovane nello scenario politico, ma Le posso garantire che gode di tanto seguito, della maggioranza dei consensi. Una novità vera lo spaventoso numero dei sostenitori, che sono voti, sui quali può contare.

Mi piacerebbe, infine, vederLa dialogare con forze politiche come CasaPound con cui tanti temi possono condividersi. In primiis la priorità agli Italiani. CasaPound che se fosse entrata in Parlamento Le avrebbe garantito un sostegno esterno. Come d’altronde sta già facendo.

Faccia presto, però, prima che gli italiani si accorgano che non può essere loro garantito il reddito di cittadinanza, che determinerà il calo se non il crollo dei loro consensi. Che potrebbe raccogliere un pd rifondato targato Silvio. Che, da prima donna, vorrebbe solo vederla sotto di lui.

Avanti tutta, capitano. Noi non molliamo!

Tony Fabrizio, 24 VIII 2018