Lira turca in calo, economia al collasso. Paese vicino al baratro

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La situazione della Turchia continua a precipitare e la lira turca in calo non facilita le cose. Malgrado i recenti sfori dell’istituto centrale, la valuta del paese prosegue il suo cammino in picchiata contro il dollaro, e ormai siamo prossimi al collasso economico.

Di fronte ad una situazione sempre più drammatica, la Banca centrale ha compiuto una specie di mossa della disperazione, annunciando che dal 29 agosto il raddoppio dei limiti di prestito per le banche sulle operazioni overnight presso la CBRT. La scelta è motivata dalla intenzione di sostenere i creditori, aumentando in modo sostanzioso i limiti di indebitamento per le transazioni overnight sul mercato monetario interbancario. L’auspicio era di sostenere almeno un poco la Lira, ma di fatto gli investitori hanno ignorato le decisioni dell’istituto, continuando a inondare di vendite il mercato.

La situazione drammatica della Lira Turca in calo

Il trend imboccato dalla valuta di Ankara è terribilmente discendente, come può ben vedere chiunque sa come fare trading sul forex; la Lira Turca in calo nel corso del 2018 ha perso il 70% contro il dollaro, la metà di questo pesante bilancio si è concretizzato nel solo mese di agosto. E mentre il sell-off sulla valuta turca continuava, anche il rendimento dei decennale di Ankara ha continuato la sua marcia (al rialzo) arrivando circa al 22%.

Anche nei confronti dell’euro lo scivolone è stato spaventoso: la valuta turca vale circa il 66% in meno di 6 mesi fa. Inoltre il commodity channel index (indicatore CCI) punta ancora deciso sul ribasso. La fiducia degli investitori nei confronti dell’economia è scivolata in agosto ai minimi del 2009. Secondo gli analisti, il tentativo della CBT allevia le pressioni sul sistema bancario, ma non risolve affatto il problema della galoppante inflazione, il primo vero dramma della Turchia di Erdogan. Molti ritengono che soltanto un aumento choc dei tassi (almeno 500 punti base) potrebbe alleviare le pressioni sui prezzi. Ma Erdogan, il “padrone” della politica economica, è disposto a fare un passo simile smentendo se stesso?